Come camperizzare un furgone nel 2022: la guida al furgone camperizzato dalla A alla Z

Leggi questo post in un'altra lingua:
Autore Alessandro 1 Febbraio 2022
Blog Cover

Contenuti

  1. Come leggere questa guida
  2. Perché camperizzare un furgone con il fai da te
  3. Se non si è pratici del fai da te
  4. Da dove partire per la camperizzazione di un furgone
  5. Scelta del veicolo
    1. Dimensioni del veicolo
    2. Tipologia di veicolo
      1. Auto
      2. Furgoni
      3. Il camper
    3. Quanto costa installare un tetto a soffietto?
    4. Dove trovare il mezzo da camperizzare
      1. Il furgone del nonno
      2. Comprare un furgone usato
      3. Comprare un furgone nuovo
  6. Quanto costa camperizzare un furgone: il budget
  7. Camperizzare un furgone: 8 step per la van-conversion
    1. 1. Aperture: Finestre per camper e Ventilazione
      1. Sigillatura delle aperture
    2. 2. Isolamento Termico
      1. Che materiali usare per la coibentazione del furgone camperizzato
      2. Altri materiali
      3. Spessore dei pannelli di EPS o dei pannelli di XPS
      4. La Pulizia del veicolo
      5. Il trattamento antiruggine
      6. Coibentazione del soffitto e delle pareti laterali
      7. Coibentazione del pavimento e della paratia
      8. Coibentazione delle Portiere
      9. Rivestimento con isolante termoriflettente multistrato
      10. Rivestimento finale
    3. Coibentazione delle finestre e oscuranti
    4. Allestimento del furgone: il mobilio
      1. Cosa dice la legge italiana
      2. Come camperizzare un Furgone a norma
      3. Allestimento a norma
      4. Soluzioni per una camperizzazione legale
      5. Progettazione dell’allestimento del furgone camperizzato
      6. Realizzazione dell’allestimento per furgone camperizzato
    5. Gli impianti
      1. L’impianto elettrico di un furgone camperizzato: perchè conviene averlo
      2. Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: i componenti
      3. Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: calcolo dei consumi energetici
      4. Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: Il quadro elettrico e la centralina di controllo
      5. Illuminazione e cablaggio
    6. Il riscaldamento dell’aria per il tuo furgone camperizzato
      1. Stufa elettrica portatile
      2. Riscaldamento fisso diesel
      3. Riscaldamento fisso a gas
      4. Riscaldamento a pannello solare
      5. Qual’è il sistema di riscaldamento migliore
    7. L’impianto idraulico di un furgone camperizzato
      1. Impianto idraulico di base
      2. Impianto idraulico completo
      3. Acqua calda: come ottenerla
      4. Le riserve di acqua
      5. La pompa dell’acqua
      6. Serbatoio delle acque grigie
    8. Progettazione dei vani
      1. L’armadio
      2. Come gestire il bucato e l’acqua del risciacquo
      3. I cassetti
      4. Il portaspezie
      5. Portaoggetti
    9. Scelta dei tessuti
  8. Conclusioni

Aggiornamento 2022! Se stai cercando una guida che ti spieghi come camperizzare un furgone secondo i tuoi gusti e le tue necessità sei nel posto giusto!

Questa guida ti spiegherà nel dettaglio come camperizzare un furgone e ti fornirà tutte le informazioni necessarie per poter trasformare il tuo furgone in un camper, con articoli di di approfondimento per ogni sezione.

Come leggere questa guida

Puoi scegliere di leggere questa guida come un libro, dall’inizio alla fine. Oppure puoi trattarlo come un’enciclopedia, utilizzando l’indice degli argomenti per saltare alle sezioni che ti interessano.

Attenzione! Questa guida contiene alcuni link di affiliazione Amazon. Facendo click sui link di questo post e completando l'acquisto dei prodotti il prezzo dell'articolo per te rimarrà invariato e in più sosterrai Gemscovery! Utilizzeremo gli importi ricevuti per la nostra opera esplorativa e divulgativa!
Il nostro van Fiat Ducato camperizzato
Il nostro van Fiat Ducato camperizzato

Perché camperizzare un furgone con il fai da te

  • Spazi

I camper e i van che nascono come veicoli ricreazionali sono in genere orientati all’estetica, mentre i camion e pickup dotati di cellula abitativa sono in genere pensati per essere funzionali. Per questa ragione nello scrivere questa guida ci siamo fortemente ispirati a questo secondo tipo di camperizzazione.

Interni di un furgone allestito
Interni di un furgone allestito
Un pickup con cellula abitativa
Un pickup con cellula abitativa

Forse a questo punto vi starete chiedendo “ma allora perchè non avete scritto una guida sulla camperizzazione di questo tipo di mezzi?”.

La nostra scelta è stata dettata dal fatto che i camion hanno dimensioni proibitive per molte strade europee e richiedono la patente C. Inoltre, quelli allestiti da aziende apposite hanno prezzi che generalmente spaziano tra i 500.000 euro e 1,5 milioni di euro. Un po’ troppo cari - a nostro avviso - per il vanlifer medio.

I pickup equipaggiati con cellula abitativa invece non sono così lontani dai van, specialmente dai van con 4 ruote motrici se non che:

  • i prezzi delle cellule sono comunque proibitivi per molti
  • le dimensioni, comunque più importanti di quelle di un comune van, più difficoltosa la guida o proibitivo il parcheggio (ormai la maggior parte dei parcheggi delle località turistiche dell’Europa ocidentale è provvisto di le barre per la limitazione dell’altezza).
  • l’aspetto del mezzo, molto simile a quello di un comune camper, lo espone a pesantissime limitazioni nei paesi che hanno dichiarato guerra alle camping car, come il Portogallo.
Sbarre che limitano l'altezza dei mezzi che possono accedere al parcheggio
Sbarre che limitano l'altezza dei mezzi che possono accedere al parcheggio
  • Possibilità di modifica e personalizzazione

Pensa di aver appena acquistato un furgone camperizzato di serie per 50.000 o 60.000 euro (ci stiamo tenendo abbastanza bassi!). Di renderti conto che ci sono tante cose che non ti piacciono e vuoi riorganizzare. Avresti il coraggio di andare a forare, tagliare e modificare un mezzo del genere?

Allestendo il tuo camper in autonomia puoi personalizzare ogni dettaglio realizzando tutto e solo ciò che ti serve e che ti piace.

  • Conoscenza del mezzo

Se il furgone lo allestisci tu sai esattamente come sono stati realizzati gli impianti, che percorso fanno i cavi e i tubi e come sono stati fermati i mobili. Rispetto ad un mezzo allestito da altri è un bel vantaggio quando qualcosa smette di funzionare o si danneggia.

  • Soddisfazione

Vogliamo parlare dell’emozione di viaggiare - e magari vivere - su un mezzo progettato da sé e allestito con le proprie mani?

Il nostro van Fiat Ducato in Spagna
Il nostro van Fiat Ducato in Spagna
  • Costi

Con un po’ di esperienza di fai da te o tanta voglia di imparare puoi camperizzare il tuo furgone e vivere vacanze meravigliose all’insegna della più totale libertà a costi contenuti.

Convertire un van in un camper non significa solo un risparmio finanziario ma anche aver la possibilità di creare una casa viaggiante secondo i tuoi gusti e le tue esigenze. Un progetto ambizioso, ma alla portata di tutti.

Se non si è pratici del fai da te

Se il fai da te non è il tuo forte, per la realizzazione degli allestimenti puoi rivolgerti ad un artigiano specializzato.

Sia che tu voglia occupartene personalmente, sia che tu decida di chiedere aiuto ad altri, se hai in progetto la camperizzazione di un furgone, troverai in questo articolo tutti i consigli e le informazioni utili per la conversione del tuo mezzo, con i passaggi spiegati e illustrati dettagliatamente.

Da dove partire per la camperizzazione di un furgone

Per scegliere il tipo di allestimento più adatto parti dalle tue esigenze.

Perchè vuoi camperizzare un furgone? Con chi viaggerai? Dove starai? Uso occasionale nel fine settimana, frequenti viaggi all’avventura o vita in camper?

Rispondere a questi interrogativi ti consente di tracciare le basi del tuo progetto di camperizzazione.

Avrai subito un’idea del tipo di letto (singolo o doppio, nell’abitacolo o sul tetto), di cucina (interna, con accesso esterno o mobile) e di bagno (con o senza doccia).

Hai deciso di intraprendere una vita da nomade digitale? Sei attratto dai viaggi on the road e vuoi sperimentare la van life? O vuoi solo evadere dalla confusione cittadina per delle full immersion nella natura?

Nel primo caso avrai bisogno di un buon impianto elettrico. Nel secondo potrebbe bastare un impianto molto basic. Nel terzo potresti anche decidere di tralasciarlo del tutto.

Inizia a pensare al tuo progetto tenendo in considerazione questi aspetti.

Scelta del veicolo

Dopo aver riflettuto in merito ad esigenze e motivazioni che ti portano ad allestire il tuo veicolo potrai passare alla scelta del tipo di mezzo.

Dimensioni del veicolo

Una persona molto adattabile che farà solo uscite brevi potrà optare per un veicolo piccolo. Al contrario se pensi di vivere on the road un veicolo più grande è quasi una necessità.

Tipologia di veicolo

Se percorrai tragitti non asfaltati, fangosi, sabbiosi o molto scoscesi un veicolo a trazione integrale è una scelta quasi obbligata. Ne esistono per tutte le tasche e di ogni grandezza, dalle auto, ai furgoni, ai mezzi pesanti.

Vediamo tutte le possibilità nel dettaglio.

Auto

Camping in automobile
Camping in automobile

Le auto che più si prestano alla camperizzazione sono le monovolume, i fuoristrada e le station wagon.

Potresti scegliere questa soluzione se disponi di un budget davvero ridotto, se non hai bisogno di molto spazio o se vuoi camperizzare il mezzo che usi per già per spostarti tutti i giorni (e non disponi di un furgone).

Tra i modelli di auto europee più camperizzati ci sono alcuni 4x4, soprattutto Land Rover, Mitsubishi e Nissan, le Volvo station wagon e le nuove Dacia.

Furgoni

I diversi tipi di furgoni possono essere catalogati in: furgoni ultra-compatti, furgoni compatti e furgoni di grandi dimensioni (con passo lungo e tetto alto).

Il furgone ultra compatto (mini van)

Nella categoria dei furgoni ultra-compatti rientrano i minivan e i furgoncini, più spaziosi di un’auto ma ancora lontani dalle comodità di un camper. Perfetti per muoversi in città e semplici da camperizzare con kit di camperizzazione amovibili molto minimali.

Hanno dimensioni simili alle autovetture, il che li rende pratici quasi quanto un’auto, ma più spaziosi. Se però le dimensioni ridotte consentono una perfetta mobilità, gli spazi interni sono molto sacrificati e a meno di non montare un tetto a soffietto non ti sarà possibile starci in piedi.

I furgoni ultra-compatti sono indicati per chi desidera un piccolo mezzo di trasporto da utilizzare anche per altri scopi – ad esempio per lavorare – senza troppe pretese in termini di comfort.

I più camperizzati sono Fiat Doblo, Fiat Scudo, Renault Kangoo, Citroën Berlingo e Peugeot Ranch.

Il furgone compatto

Il furgone compatto è un buon compromesso tra spazio a bordo e movibilità.

La maggior parte non supera i 2 metri di altezza per 5 di lunghezza: spazi che ti consentono di adattare l’allestimento interno in funzione delle tue esigenze senza dover rinunciare a troppi comfort. Con una camperizzazione ben ponderata, come quella che abbiamo realizzato per il nostro Ducato, potrai perfino trovare il posto per il bagno e la doccia!

Alcuni esempi: Volkswagen California e Transporter (T1, T2, T3, T4, T5, T6), Mercedes Vito, Opel Vivaro, Renault Trafic, Peugeot Expert, Citroen Jumpy, Ford Tourneo, Ford transit e Fiat ducato passo corto o medio e tetto basso.

Anche in questo caso vale quanto già osservato per il tetto a soffietto nei furgoni ultracompatti.

Il furgone di grandi dimensioni

Se desideri un veicolo agile ma non vuoi rinunciare a nessun comfort, la scelta giusta per te è un furgone grande.

I furgoni di grandi dimensioni sono perfetti per la vanlife. Puoi viverci dentro e girarci il mondo. L’altezza interna ti permette di starci in piedi comodamente. Se vuoi preservare una buona manovrabilità scegli un veicolo non più lungo di 6 metri.

Tra i più comuni e apprezzati: Fiat 242 e Ducato (e versioni Renault, Citroën, Peugeot e Dodge), Iveco Daily, Ford Transit, Mercedes Sprinter, Volswagen Crafter, Renault Master.

Il camper

E si, proprio così, il camper!

Parliamo della ricamperizzazione di un camper. La possibilità di camperizzazione fai-da-te non si applica solo ad auto e autocarri, che in Italia devono per legge avere un’allestimento completamente amovibile, ma anche ai camper.

Se hai un mezzo omologato camper infatti, puoi ridisegnarne gli interni.

Con un limite. I mezzi ricreazionali di serie (tra cui i camper) hanno un progetto depositato presso l’ente per l’omologazione in cui è indicata da disposizione dell’allestimento e la distribuzione dei pesi, che nel caso di questi mezzi riguarda principlamente i serbatoi. Se vuoi modificare gli interni di un camper ricordati di rispettare tale progetto.

Quanto costa installare un tetto a soffietto?

Se la tua scelta è ricaduta su un minivan- ma puoi farlo per incrementare l’altezza di qualisasi mezzo - e non vuoi rinunciare alla comodità di stare in piedi, puoi far installare un tetto a soffietto.

Ma quanto costa installare un tetto a soffietto?

Il budget necessario per installare un tetto a soffietto è di circa 3.000 € o $

Dove trovare il mezzo da camperizzare

Le automobili non sono molto adatte a camperizzazioni pesanti e la conversione di bus, camion e altri mezzi pesanti è abbastanza rara in Europa.

Per questo motivo, mentre nel resto dell’articolo ci riferiremo anche ad automobili e mezzi pesanti, in questa sezione della guida - che tratta la scelta del modello - ci concentreremo su minivan e furgoni.

Nella prima parte daremo alcuni consigli generali, passeremo poi ad panoramica sull’usato e infine analizzeremo le migliori soluzioni oggi sul mercato.

Il furgone del nonno

Se hai a disposizione un budget ridotto, non vuoi investire molto o non sei ancora certo che la vita on the road faccia per te, ti consiglio di usare ciò che hai.

Il nonno ha un Fiorino che non mette in moto da 20 anni? Un amico tiene in un campo un vecchio Transit con il pianale mangiato dalla ruggine? Quello è il mezzo giusto!

Una storia vera

Era una fresca giornata primaverile e avevamo passato la mattinata in campagna.

Poco prima che le lancette segnassero le 12 ci eravamo diretti, con una piccola deviazione, verso casa di Luca, il compagno di mia suocera.

I miei occhi si spostarono dal maestoso glicine che aveva ormai avvolto completamente la struttura in ferro di un vecchio ombrellone, spoglia da anni dei suoi ultimi brandelli di tela, al Fiat Ducato del ‘95 abbandonato in fondo alla proprietà.

Il Ducato ancora a casa di Luca
Il Ducato ancora a casa di Luca

Il pianale era corroso, la marmitta mancante, il motore girava a 3, battendo in testa e fumando. I giunti dei semiassi rotti. Quello dal lato del guidatore aveva perso tutti i cuscinetti, e faceva pendere il furgone sul lato sinistro, con stridolii che parevano lamenti.

Braccetti dello sterzo parzialmente piegati, pompa idroguida fuori uso e dell’acqua con copiose perdite, trombe mute e tanti altri piccoli e grandi problemi sotto una coltre nera simile a catrame che avvolgeva quel motore con oltre 500.000 kilometri.

Ricordo di aver chiesto più volte a Luca di permettermi di aiutarlo a sistemare quel furgone, ma per un motivo o per l’altro non riuscii mai a metterci le mani finché fu suo.

Posai la forchetta

“Il furgone lo vendi?”

“Pensavo di darlo ad uno zingaro che conosco per 500 euro”

“ma no! Te lo compro io. È fighissimo. Lo camperizziamo e ci andiamo in giro per l’Europa”

Erano 13 anni che desideravo il mio van personale.

Avevo viaggiato in camper, in auto e in roulotte, ma sempre guardando con un misto di ammirazione e invidia i vecchi furgoni fumanti dei tedeschi in vacanza. Transporter, Ducato, UAZ e mezzi militari dismessi. Antichi splendidi gioielli.

E quei mezzi furono per tanto tempo l’argomento principale delle nostre vacanze.

Non lo voglio più il camper. Il camper è grosso, va piano, non passa sotto le sbarre, ha le limitazioni e ci sono i divieti. Guarda, loro con il trasporter a 160km orari e noi a 115 con l’accelleratore a tavoletta. Guarda con il furgone come scendono sicuri in quella baia. Se avessimo avuto un van non saremo qui incastrati. Non voglio la roulotte, perché l’abbiamo presa?. Quando torniamo a casa compriamo il furgone!.

Le estati trascorrevano e noi passavamo i giorni a progettare l’allestimento del nostro futuro van, a dimensionarne l’impianto elettrico, a stabilire ciò che era utile portare e ciò che era di troppo. Utilizzavamo checklist mnemoniche e processi di eliminzazione mentale.

Ma torniamo a quel pomeriggio di primavera.

Il furgone era lì. Arrugginito, basso e cattivo.

“Davvero, te lo compro io!” feci di nuovo.

“Ale io te lo darei con piacere ma perde olio da tutte le parti. Ha davvero un mucchio di problemi”

“Lo aggiusto senza problemi. Se non ci riesco gli tolgo il motore e gliene metto un altro. Sono un paio di giorni di lavoro”

E fu così che in qualche giorno...
E fu così che in qualche giorno...

Oggi, dopo 5000 euro di materiale, 2 furgoni, un camper e un’ambulanza cannibalizzati, 60 giorni e diverse notti passate a lavorarci è diventato il nostro amatissimo van.

Sostituzione del motore del nostro van
Sostituzione del motore del nostro van
Sostituzione delle portiere posteriori del nostro van
Sostituzione delle portiere posteriori del nostro van

Adesso parte al primo giro di chiave. Ha un pannello solare per scaldare l’acqua e l’aria e un impianto fotovoltaico da 360 watt che ci permette di passare otto ore al giorno con due computer accesi, ascoltare la musica, guardare film, giocare alla Playstation, alimentando un frigo con vano congelatore, la ricarica di 3 cellulari, un tablet, una reflex, un drone e uno stabilizzatore per cellulare.

Il nostro van
Il nostro van

Come abbiamo fatto? Con tanta voglia di imparare. Tentando, sbagliando, correggendoci, migliorando.

Se ancora non ti ho convinto - o se non hai trovato nessun mezzo da recuperare – ti rimangono due opzioni:

  1. comprare un furgone usato,
  2. comprare un furgone nuovo.

Comprare un furgone usato

Per trovare il mezzo più adatto a te puoi cercarlo sui siti internet che vendono furgoni usati (come AutoScout24 e ReezoCar), selezionando marca, modello, anno di immatricolazione, kilometri percorsi e molti altri parametri.

Ti consiglio di estendere la tua ricerca in tutta Europa: le migliori offerte sull’usato le trovi in Germania, Belgio e Olanda. Se non sei pratico di reimmatricolazione di mezzi esteri puoi rivolgerti ad un’agenzia pratiche auto, che eseguirà l’operazione per un prezzo generalmente inferiore ai 1000 euro.

In merito ai kilometri percorsi, tieni in considerazione che sebbene la sottrazione di km sia una pratica illegale, a volte i veicoli - soprattutto quelli venduti dai professionisti - hanno il kilometraggio abbassato.

Una volta che hai trovato un mezzo che ti interessa puoi controllarne le dimensioni - altezza, lunghezza e larghezza - da internet utilizzando le schede tecniche relative (ad esempio: Scheda tecnica Fiat Ducato).

Se non sei pratico di motori o qualcosa non ti convince, ti consiglio di richiedere un’ispezione approfondita ad un’autofficina di fiducia. In genere questo servizio è offerto per poche decine di euro ed evita acquisti sbagliati.

Comprare un furgone nuovo

Se i soldi non sono un problema e desideri un mezzo nuovo, in questa sezione troverai una classifica di quelli che ritengo i migliori modelli di furgoni e mini-van adatti alla camperizzazione acquistabili oggi in Italia.

Ho scelto mezzi che presentassero uno spazio non eccessivamente sacrificato, con una configurazione interna facile da modificare e finestrini posteriori che permettano di godere del panorama.

Volkswagen Transporter

Volkswagen Transporter
Volkswagen Transporter

Il Volkswagen Transporter è indiscutibilmente il van più camperizzato. Utilizzato come base per i celebrissimi Westfalia.

Il modello base del Volkswagen Transporter è alla data corrente (Gennaio 2022) disponibile in tre versioni: il classico Kombi, il più lussuoso e accessoriato Business e il mio preferito, il Rockton, che dispone di trazione integrale 4MOTION, blocco differenziale meccanico e assetto rialzato. I prezzi variano dai 25.000 ai 40.000 euro.

Ottima scelta per chi cerca un mezzo compatto, affidabile e con moltissimi accessori compatibili, come portabici, gancio traino, veranda. Sembra cosa da poco ma vi assicuro che non lo è!

Volkswagen Caddy

Volkswagen Caddy
Volkswagen Caddy

Van ultacompatto, il Volkswagen Caddy è presente sul mercato in 7 modelli. Anche se le dimensioni sono nettamente inferiori di quelle del Transporter si presta bene alla camperizzazione e i prezzi non variano molto da quelli di questo.

Ford Turneo Custom

Ford Turneo Custom
Ford Turneo Custom

Il Ford Turneo Custom merita a mio avviso di essere preso in considerazione perchè offre una vasta possibilità di configuazione dei sedili e da la possibilità di optare per un sistema a clic che ne rende semplicissima e veloce la rimozione. I prezzi vanno dai 21.000 ai 30.000 euro.

Opel Vivaro

Opel Vivaro
Opel Vivaro

La casa madre sostiene che il Vivaro sia il van più versatile di sempre. Di media grandezza, ha una capacità di carico che può raggiungere i 4.000 litri e 9 posti a sedere divisi in tre file. I prezzi sono attorno ai 30.000 euro. Personalmente non ne amo moltissimo l’estetica ma bisogna ammettere che i prezzi sono davvero competitivi.

Fiat Ducato

Fiat Ducato
Fiat Ducato

Considerato in tutto il mondo come il mezzo perfetto per gli allestimenti (per la dodicesima volta si è aggiudicato il titolo di miglior base per camper!) è la scelta ideale per chi cerca un van che consenta di stare in piedi senza bisogno di ricorrere al tetto a soffietto. Le configurazioni, gli interni, i motori e gli optional sono davvero tanti e adatti ad ogni esigenza. Il prezzo parte dai 30.000. Davvero interessante la versione 4×4.

Quanto costa camperizzare un furgone: il budget

Prevedere in modo dettagliato il costo di una camperizzare fai da te per furgone non è cosa facile, possiamo però elaborare un preventivo di massima.

Puoi realizzare una camperizzazione semplice ed essenziale con una spesa di circa 1.000 €.

Se preferisci un allestimento più completo e sei particolarmente pratico di bricolage, il budget potrebbe aggirarsi attorno ai a 3.500 €.

Per interni più elaborati o lussuosi la spesa può superare i 10.000 €.

Per la conversione del nostro van abbiamo speso circa 5.000 euro.

Le ore di lavoro (o alternativamente il costo della manodopera di terzi) non sono conteggiate nella precedente stima dei costi.

Tutto dipende dalla disponibilità dei materiali, da cosa hai già in casa, da cosa trovi in vendita e a che prezzo. Potrai ad esempio realizzare un allestimento simile al nostro spendendo di più o di meno.

Il miglior modo di procedere, per riuscire a mantenere le spese attorno alle stime senza brutte sorprese, è partire dal budget massimo che hai a disposizione e segliere la soluzione migliore per tue possibilità economiche.

Camperizzare un furgone: 8 step per la van-conversion

1. Aperture: Finestre per camper e Ventilazione

Stai pensando di installare delle finestre per camper per avere più luminosità e ventilazione?

A meno che il tuo mezzo non sia omologato camper ogni apertura del veicolo costituisce modifica della struttura del veicolo e pertanto è vietata dalla legge italiana (art 78 Codice della Strada).

Legge a parte ti consiglio di non utilizzare finestre del tipo utilizzato sulla maggior parte dei camper e roulotte. Mi riferisco alle finestre a scatto apribili verso l’esterno.

È vero, lasciano entrare più aria di quelle scorrevoli (che si aprono solo parzialmente) però c’è sempre il rischio di dimenticarne qualcuna aperta quando riparti, con conseguente rottura quasi certa e pericolo per gli altri. E purtroppo è una cosa che capita anche ai più accorti.

Tieni presente che in quasi tutti i paesi europei il campeggio libero è sostanzialmente vietato, e tenere aperta una finestra di quel tipo rientra nel praticare campeggio libero. Questo non vale invece per le finestre scorrevoli che, anche se aperte non fuoriescono dall’ingombro del mezzo.

Campeggio libero
Campeggio libero

Alcune aziende realizzano vetri su misura con sistema di apertura verso l’esterno per le porte sul retro. Anche se anche in questo caso si tratta di eccedere dalla dimensioni del veicolo, se sul retro del van avete montato un porta biciclette è molto difficile che vi contestino (o anche solo che notino) che avete i vetri aperti. Con un paio di biciclette sul portabici coperte da un telo saranno davvero impossibile da notare.

Il mio consiglio è di limitarti alla sostituzione dei due vetri posteriori con due vetri apribili e della portiera laterale con una con un vetro scorrevole, nel caso non ne sia già provvista, in modo da rimanere nella piena legalità e sicurezza.

Per quanto riguarda il tetto del veicolo la legislazione italiana sembrerebbe consentire le aperture anche in caso di veicoli differenti dai camper, sempre che non si ecceda dalle dimensioni massime consentite. La miglior soluzione è l’applicazione di un oblò apribile quadrato o rettangolare o l’installazione di un tetto a soffietto.

Visto che non potrai aprire nuove aperture sui lati ti consiglio quindi l’acquisto di un maxi-oblo, il più grande che trovi in base allo spazio che hai a disposizione sul tetto, tenendo conto di eventuali pannelli fotovoltaici e solari che vorrai poter installare. Il prezzo di un maxi oblò varia dai 500 ai 750 euro.

Se non sei soddisfatto dalla quantità di luce e di aria che puoi ottenere con questa soluzione esiste - lo ricordiamo di nuovo - la possibilità di installare un tetto a soffietto, sollevabile solo da un lato (il più utilizzato nei van) o da entrambi(soluzione che adottano diverse roulotte).

Se non sono riuscito a scoraggiarti e nonostante le normative decidi di tagliare la carrozzeria, per evitare di fare un taglio sbagliato prendi le dimensioni precise della finestra comprensiva di guarnizione.

Copri di scotch per pacchi il pannello che andrai a tagliare (questo accorgimento ti permettera di ridurre l’emissione di schegge, sia a protezione della carrozzeria, sia della persona che effettua il taglio) e riporta la forma esatta dell’apertura sulla portiera con pennarello indelebile.

Il taglio deve essere il più dritto e preciso possibile, senza lasciare troppo spazio ma nemmeno troppo poco. Una volta effettuato, il corpo della finestra va incastrato assieme alla guarnizione.

In nessun caso dovrai tagliare le traverse in quanto servono per la sicurezza della struttura del veicolo. Se proprio devi tagliare limitati alla lamiera sottile.

Per correggere eventuali errori nel taglio della carrozzeria puoi usare dello stucco metallico, meglio se bi-componente e con certificato di non cancerogeneità. Se gli errori sono macroscopici sarà invece necessario saldare nuova lamiera e sagomarla nuovamente.

Se devi effettuare una correzione con lo stucco, una volta asciutto puoi grattarlo con la levigatrice orbitale e verniciarlo. Per la verniciatura puoi usare delle pistole professionali per compressore o la bomboletta. Tieniti ad una distanza di circa 35/40 cm dalla carrozzeria ed effettua spruzzare ad intermittenza con movimento regolare e sempre nella stessa direzione.

Riverniciatura portellone dopo l'installazione della finestra scorrevole
Riverniciatura portellone dopo l'installazione della finestra scorrevole

Sigillatura delle aperture

Durante il montaggio delle finestre, assicurati di sigillare bene le guarnizioni utilizzando del mastice nero apposito (lo trovi nei centri edilizi), o un apposito silicone per camper come il Sikaflex.

Stendi un filo di mastice attorno a tutta la finestra e dopo aver indossato un guanto di lattice sottile, appiattiscilo con il pollice senza interruzioni. Non ripassarci sopra una seconda volta altrimenti andrai a creare grumi e imperfezioni.

2. Isolamento Termico

Siamo arrivati al momento della coibentazione del furgone camperizzato.

Isolamento sì o isolamento no? Questa è una delle questioni che più divide coloro che si avvicinano al mondo dei furgoni camperizzati.

A mio avviso la soluzione non può essere che affermativa, sempre che non abbiate intenzione di usare il vostro van solo a temperature superiori ai +15°C.

Per questo motivo in questa guida si è deciso di trattare anche la coibentazione. E di farlo in modo approfondito.

Una volta che hai la struttura finale del mezzo, ossia che hai effettuato eventuali aperture con oblò e finestre, puoi passare all’isolamento termico.

Coibentare il tuo van è l’unico modo per mantenerne la temperatura interna vivibile anche d’inverno e d’estate.

Anche se fuori fa fresco, un mezzo lasciato al sole può raggiungere in poco tempo i 30 gradi. Al contrario durante la notte, specialmente in montagna e in inverno, le temperature scendono moltissimo.

Se vuoi star fresco d’estate e non soffrire il freddo d’inverno dovrai coibentarne la massima superfice possibile.

L’obiettivo dell’isolamento di un furgone camperizzato è quello di limitare gli eccessi di temperatura riducendo il flusso termico tra l’esterno e l’interno del veicolo d’estate e la dispersione di calore dall’abitacolo in inverno.

Se invece il mezzo che vuoi camperizzare è una macchina, potresti preferire saltare questo passaggio, sia perché il tempo che trascorrerai nel veicolo sarà necessariamente poco, sia perché per coibentarla dovresti eliminarne e sostituire tappezzeria interna e cielo (il tessuto attaccato al tetto del veicolo) con un’operazione irreversibile.

C’è un altro motivo che rende la coibentazione molto più importante per i van che per le auto: i furgoni sono normalmente destinati al trasporto merci e quindi non isolati.

Rimozione di tutti i pannelli interni del furgone prima di cominciare la coibentazione
Rimozione di tutti i pannelli interni del furgone prima di cominciare la coibentazione

Che materiali usare per la coibentazione del furgone camperizzato

I materiali adatti alla coibentazione di furgoni camperizzati sono tanti, con prezzi, caratteristiche ed efficacia differente.

La scelta dei materiali coibentanti per l’isolamento termico del furgone è un argomento abbastanza delicato.

Tra i materiali più usati e consigliati da chi coibenta mezzi - anche professionalmente - ci sono:

  1. la lana di roccia
  2. la lana di vetro
  3. i pannelli di polistirene espanso (EPS o volgarmente polistirolo)
  4. i pannelli di polistirene espanso estruso (XPS)
  5. gli isolanti naturali, come la lana di pecora e il sughero
  • Lana di roccia

La lana di roccia è un isolante termico ad alte prestazioni che costa poco, ma io ti consiglio di evitarla. E’ un sospetto cancerogeno per la possibile presenza di amianto (il che ne rende anche costoso lo smaltimento a fine vita), è molto sensibile all’umidità e alle vibrazioni, con la tendenza alla compressione.

  • Lana di vetro

Come la lana di roccia ha alte prestazioni e un basso costo, ma ti consiglio di scartare anche questa opzione. Se è vero che al momento non esistono studi che ne evidenziano la pericolosità, questo materiale rilascia particelle irritanti per la la pelle (punge ed è pruriginoso) e la respirazione, che si spargono per l’ambiente. Come la lana di roccia poi, è sensibile all’umidità e alle vibrazioni.

A meno di non applicarla completamente imbardati e mascherati sovrapponendogli immediatamente dopo uno strato di schiuma poliuretanica per isolarla perfettamente dall’abitacolo (è la stessa procedura che si usa per isolare i sottotetti).

  • Pannelli di polistirene espanso (EPS) e pannelli di polistirene espanso estruso (XPS)

Sono probabilmente le scelte migliori per l’isolamento di un furgone camperizzato.

Hanno alte proprietà isolanti, la rigidità ne limita infiltrazioni e umidità, sono facili da lavorare, non rilasciano nell’ambiente particelle pericolose o irritanti e quando hanno finito di servire possono essere smaltiti senza problemi e sono completamente riciclabili.

Il maggiore inconveniente è un maggior prezzo rispetto alla lana di roccia e alla lana di vetro (soprattutto l’XPS).

Esistono poi degli isolanti naturali come lana di pecora e i pannelli di sughero espanso. Sconsiglio però anche questi materiali.

La lana di pecora perché ha un alto costo, è un allergene che alla lunga può dare fastidio anche a chi non ha mai presentato intolleranza, assume velocemente un cattivo odore e per la sua collocazione nella coibentazione del mezzo non può essere lavata.

I pannelli di sughero hanno invece il grande inconveniente di trattenere l’umidità, creando possibile condensa con conseguente ruggine.

Altri materiali

  • Legno, plastica, vetroresina, alluminio

Utiliziamo qui la parola legno per riferirci al vero legno naturale e al compensato. Scartiamo a priori il truciolato e i pannelli di cartone pressato, materiali scadenti che marciscono in brevissimo tempo.

Nella precedente versione di questa guida consigliavo (anche per la salvaguardia dell’ambiente) l’utilizzo di allestimenti smontati da dei vecchi camper o da roulotte in disuso. E secondo la stessa filosofia, come moltissimi vanlifer, ho realizzato il mio furgone.

Purtroppo, benchè la maggior parte dei camper e dei van camperizzati in circolazione (almeno fino al 2000) siano realizzati utilizzando il legno per gli allestimenti e la coibentazione, le nuove norme sull’omologazione non consentono più l’utilizzo di questo materiale in quanto costituisce un grave rischio per la sicurezza.

In caso di impatto violento può infatti frantumarsi in varie parti affilate (simili a pugnali) che potrebbero venir proiettate verso coloro che sono presenti in cabina e nell’abitacolo provocandone il ferimento o conseguenze ancora più gravi.

I materiali attualmente più indicati, anche se ancora scarsamente utilizzati (per lo meno nella conversione fai da te di mezzi non fuoristrada) sono la plastica, la vetroresina e l’alluminio

Spessore dei pannelli di EPS o dei pannelli di XPS

Se come me hai optato per coibentare il tuo furgone camperizzato con pannelli di EPS o XPS il prossimo passo è stabilirne gli spessori.

Non elemosinare sullo spessore dell’isolante. È vero, sottrae spazio. Ma la coibentazione è la prima operazione che effettuerai. Se vorrai tornare indietro e modificarla dovrai smontare tutto e gettar via tutto il materiale che avevi scelto all’inizio.

Isola ogni parte del veicolo. Sia il vano di carico sia la cabina di guida.

Isolamento con pannelli di EPS
Isolamento con pannelli di EPS

La Pulizia del veicolo

Prima di iniziare la coibentazione è importante effettuare una pulizia approfondita del veicolo.

Svuota completamente l’abitacolo. Rimuovi ogni tipo di rivestimento e se presente la paratia divisoria che lo separa dalla cabina.

Procedi ad un’approfondita pulizia generale, utilizzando scopa, scopettino, panni e sgrassatore.

Il trattamento antiruggine

Una volta che il mezzo è pulito puoi procedere alla rimozione dei punti di ruggine.

Se il veicolo presenta ruggine e non effettuerai correttamente questa fase la carrozzeria continuerà a corrodersi e una volta coibentata non sarà più riparabile senza smontare tutto.

Se la carrozzeria presenta dei punti di corrosione marrone o la vernice ha formato delle vistose bolle significa che in quel punto il mezzo è arrugginito.

Utilizza una spazzola con setole in ferro per una prima pulizia, strofinando con vigore i punti arrugginiti.

A questo punto puoi utilizzare una smerigliatrice angolare (volgarmente chiamata flessibile) con un disco abrasivo – sono quelli più spessi – e, dopo aver indossato maschera di protezione per gli occhi, mascherina per le polveri e abbigliamento con maniche e pantaloni lunghi, procedi a eliminare tutta la parte intaccata dalla ruggine.

Assicurati che sul flessibile sia montato il riparo per le schegge e controlla in che direzione vengono espulse. Cerca di evitare che parti di metallo rovente ti finiscano nelle braccia, sulla faccia o peggio negli occhi. Accertati che nessuna persona o animale possa avvicinarsi al tuo raggio di lavoro mentre lo utilizzi.

Trattamento antiruggine
Trattamento antiruggine

È un’operazione difficile ma con un po’ di pratica si riducono al minimo le schegge nella propria direzione.

Meglio svolgere questo lavoro in un posto fresco.

Se non vuoi usare il flessibile dopo aver grattato i punti di ruggine con la spazzola di metallo cospargili con aceto e lascialo agire per una giornata. Se fa caldo e si asciuga continua a versarne in modo da mantenere le zone interessate bagnate.

Il giorno dopo getta piccole dosi di bicarbonato sull’aceto con un cucchiano, procedendo lentamente, fino a che non smette di fare reazione. A questo punto si sarà creata una pasta di un colore bianco sporco. Strofinala bene sulla ruggine rimasta con uno spazzolino e lasciala agire. Una volta secca gratta a fondo il metallo in modo da rimuovere ogni deposito.

Riempi un contenitore di convertitore per la ruggine (ad esempio Ferox) e con un pennello copri tutta la zona trattata. Una volta asciutto puoi procedere alla verniciatura finale, dando prima una mano di antiruggine. Utilizza una vernice antiruggine bianca o grigia o comunque senza parti in metallo (utilizzate per creare effetti antichi o riflessi) perchè in alcune vernici arrugginiscono.

Verniciatura finale
Verniciatura finale

Questo trattamento funziona solo se la ruggine è interna all’abitacolo e non è passante - cioè se non ha oltrepassato la lamiera intaccandola su entrambe le facce. In caso contrario per poter bloccarne l’azione è necessario procedere con il flessibile.

Una volta rimossa tutta la ruggine è possibile che si siano creati diversi buchi.

Puoi procedere ad apportare nuova lamiera in due modi, o attraverso la saldatura o attraverso l’incollaggio.

Con la saldatura ottieni i risultati migliori. Se sei capace e hai a disposizione un luogo dove saldare in sicurezza senza costituire pericolo, ti consiglio di scegliere questa soluzione. Con un po di attenzione potrai ripristinare la carrozzeria esattamente com’era in origine.

Se utilizzi degli elettrodi rutilici con una saldatrice ad arco elettrico e non sei un esperto saldatore, ti accorgerai subito che la lamiera si fora velocemente. Il trucco è scegliere una lamiera di apporto non troppo sottile e utilizzare elettrodi sottili (non superiori a 1,5) e un voltaggio il più basso possibile ma sufficiente per far scoccare e mantenere l’arco elettrico. Procedi velocemente senza soffermarti. Se hai sbagliato un punto ripassalo solo una volta che si è raffreddato.

Tieni l’elettrodo con un angolo di 45 gradi e a una distanza di 1 o 2 millimetri rispetto alle parti da saldare. Attento perchè se ti allontani troppo il metallo fuso schizzera tutto intorno.

Qualsiasi sia l’alimentazione del tuo mezzo (diesel, benzina, GPL o metano) per effettuare questo lavoro in sicurezza dovrai rimuovere o isolare completamente serbatoio e tubi del carburante (così come gli interni per evitare che vengano rovinati). Non saldare vicino a materiali esplosivi o infiammabili!

Se non hai la possibilità di operare in sicurezza o se semplicemente non sai o non vuoi saldare puoi optare per l’incollaggio della lamiera.

Lamiere pronte per l'incollaggio
Lamiere pronte per l'incollaggio

Una volta tagliate le lamiere con il flessibile conferendogli una forma adatta alle parti da ricostruire puoi incollarle nei punti in cui manca con del mastice apposito per il metallo. Per il taglio utilizza un disco sottile per il taglio del ferro.

Una volta asciutta leviga il tutto, applica dello stucco per carrozzeria e rifinisci con la levigatrice. Ti consiglio una levigatrice orbitale classica di piccole dimensioni a velocità regolabile.

Coibentazione del soffitto e delle pareti laterali

Se inizi la procedura di coibentazione dal soffitto e dalle pareti laterali potrai lavorare camminando sul pavimento senza rovinare nulla.

I furgoni hanno delle traverse che servono a sostenere la carrozzeria. Rispetto alla semplice carrozzeria le riconosci perchè sono costituite da una sorta di scatolati con gli angoli tondi che fuoriescono verso l’abitacolo. Spesso sono forate. Per isolarle termicamente puoi riempirle di schiuma poliuretanica.

Le traverse del van: non tagliare qui!
Le traverse del van: non tagliare qui!

La schiuma di poliuretano espanso è un ottimo isolante venduto in bombolette spray.

Quando si spruzza è allo stato liquido e si dilata raggiungendo volumi doppi rispetto alla sua massa iniziale. Aderisce ad ogni tipo di supporto fungendo anche da collante.

È molto adatto alle zone difficili da raggiungere e a riempire fessure e fori.

Fai attenzione però quando la maneggi. Come molti materiali che utilizzati nella coibentazione è cancerogeno: copriti bene bene e utilizza una maschera con filtri adeguati. Sporca anche molto ed è difficile da rimuovere finchè non è asciutto. Utilizza sempre i guanti e copri la zona di lavoro con del telo in plastica.

Se per il soffitto utilizzi dei pannelli di XPS o EPS, ti consiglio di scegliere come spessore lo stesso spessore delle traverse. In questo modo non riduci l’altezza dell’abitacolo, e andrai a sfruttare uno spazio altrimenti inutilizzabile.

Sagoma i pannelli e incastrali nelle pareti. Utilizza la schiuma poliuretanica per sigillare eventuali errori e imperfezioni.

Per mantenere il pannello in posizione mentre la schiuma asciuga puoi puntellarlo con dei listelli. Questo procedimento potrà sembrarti un po’ macchinoso ma è l’unico modo di non fare errori. Farai molta meno fatica se chiedi aiuto ad un’altra persona, soprattutto quando lavorerari in alto sopra la testa.

Isolamento con pannelli e schiuma poliuretanica
Isolamento con pannelli e schiuma poliuretanica

Coibentazione del pavimento e della paratia

Se il tuo mezzo ha il tetto alto e ti consente di stare comodamente in piedi ti consiglio di scegliere per il pavimento del polistirolo di almeno 4 cm di spessore. Altrimenti, se il tetto è molto basso e non hai altre possibilità scegli dei pannelli da 2 cm con maggiori proprietà isolanti.

I pannelli più diffusi nei centri edilizi sono in formato 100 cm x 50 cm. Ti consiglio di tagliarli in blocchi da 50 cm x 50 cm usando una riga, una squadra, un taglierino affilato e un pennarello indelebile. Da ogni pannello verranno quindi fuori due blocchi.

Costruisci una griglia (io ho usato il legno ma tu potresti optare per l’alluminio, più sicuro in caso di incidente) con spazzi di 50 cm x 50 cm, utilizzando separatori dello stesso spessore dei blocchi, facendo in modo che il perimetro della griglia vada a toccare le pareti del furgone.

All’interno degli spazi inserisci i blocchi di polistirolo che hai tagliato. La griglia serve a rendere il pavimento stabile e calpestabile una volta montato, riducendo al minimo i rischi di sfondamento.

Per tagliare i listelli utilizza una troncatrice con una lama circolare per metallo, più la lama e sottile e i dentini sono piccoli, più preciso verrà il taglio. Se ti accorgi che i tagli vengono male procedi al taglio più lentamente.

Prendi le misure interne del furgone ma procedi ad assemblare la griglia all’esterno, meglio se su una superficie liscia, regolare e pulita.

Disponi le parti di griglia a terra e uniscile, puoi forlarle e utilizzare dadi, bulloni e rondelle oppure puoi utilizzare una saldatrice apposita per l’alluminio, che ha un funzionamento a caldo e barre di materiale d’apporto di alluminio.

Posiziona la griglia all’interno del veicolo e incastra i blocchi. Se tra questi e la griglia rimangono delle fessure riempile di schiuma poliuretanica. Una volta asciutta taglia l’eccedenza con un taglierino. Non sottovalutare questo passaggio: non hai idea di quanto delle minuscole aperture possono inficiare l’isolamento.

Coibentazione del pavimento con pannelli di polistirolo
Coibentazione del pavimento con pannelli di polistirolo

Più spesso - come nel mio caso - la forma della cellula e dei passaruota impedisce di usare solo blocchi di 50 cm x 50 cm. Se dovrai realizzare blocchi di dimensioni differenti, per ricordarti come vanno disposti puoi numerarli e fotografarne la disposizione.

La griglia, una volta completata con i pannelli e coperta con la pavimentazione rimarrà fissa a terra. Se vuoi puoi ancorarla alla carrozzeria utilizzando delle lunghe viti autofilettanti che la vincoleranno al ferro del furgone. Se lo fai presta massima attenzione a ciò che vai a forare.

Il consiglio è di evitare questo passaggio, sia perché è inutile, sia perché se non ancori il pavimento rimarrà tutto amovibile e senza modifiche permanenti.

Se l’abitacolo del furgone è separato dalla cabina da una paratia (è il caso dei furgoni omologati autocarro più datati) puoi utilizzare lo stesso procedimento che hai utilizzato per il paviento, cioè una griglia in legno con blocchi realizzati dai pannelli.

Pavimentazione van
Pavimentazione van

Molti rimuovono la paratia per avere un accesso diretto alla cabina e quindi anche la possibilità di accedervi senza dover uscire dal mezzo, in caso di necessita.

Io te ne sconsiglio la rimozione in quanto la cabina assieme ai portelloni e le finestre, è il magiore ponte termico. Li si crea la maggiore dispersione di calore. Avere una paratia coibentata vuol dire davvero moltissimo in termini di risparmio energetico, sia inteso come facilita e velocità di riscaldamento del mezzo, sia inteso come mantenimento della temperatura raggiunta. Lo stesso vale per il caldo.

Tieni anche presente che la rimozione di tale divisore è illegale e, in caso di controllo da parte delle autorità competenti, può comporare il fermo amministrativo del mezzo con sanzione pecuniaria, obbligo di rimontaggio e di nuova revisione.

Pavimentazione van finita
Pavimentazione van finita

Coibentazione delle Portiere

Per una massima efficienza della coibentazione dovrai procedere anche all’isolamento dei pannelli delle portiere.

Smontarli è semplice, basta svitare le viti che ancorano i pannelli alla carrozzeria. Se al posto delle viti ci sono dei rivetti utilizza una punta da ferro resistente grande quanto il centro del filetto per forarlo. Non andare troppo a fondo, bastano pochi millimetri per far saltare il filetto.

Spesso il pannello è mantenuto in posizione da appositi pulsoir in plastica. In tal caso dovrai andarci molto piano tirando il pannello in corrispondenza di tali fermi, cercando di scostarlo la posizione dei pulsoir. È un procedimento più facile a farsi che a dirsi. Se non viene via facilmente puoi aiutarti facendo pressione dove è trattenuto dai pulsoir con un paio di grossi cacciavite a taglio.

Sotto il pannello troverai probabilmente un velo di plastica: cerca di sollevarlo e scostarlo senza danneggiarlo: quando rimonterai la portiera dovrai riposizionare il velo incollandolo con dello scotch: puoi usare quello largo marrone da pacchi.

Spostato il velo in plastica potresti trovare dell’isolante: lana di roccia, di pecora o materiale isolante compatto. In tali casi valuta se la coibentazione è sufficiente. Se ritieni che non lo sia puoi procedere alla sostituzione con materiale maggiormente isolante facendo attenzione a non danneggiare nulla.

Trattandosi delle portiere posteriori di un furgone e di quella laterale, non dovrebbero esserci leveraggi per i finestrini. Sono invece presenti quelli della maniglia con chiavistello con i vari collegamenti.

Una volta che hai una visione completa del contenuto della portiera entra nel furgone e chiedi a qualcuno di aprire e chiudere la portiera, girare la chiave e abbassare e alzare la sicura. Osserva tutti i movimenti delle meccaniche, in special modo delle barre di collegamento.Troverai anche dei collegamenti elettrici, sicuramente presenti nelle portiere posteriori.

Una volta che hai un quadro fisso come sono disposte tutte le parti con un taglierino sagoma dei pezzi di gommapiuma in modo che apertura, chiusura e scorrimento delle barre rimangano assicurati e protetti.

Ti consiglio di far passare eventuali fili elettrici in un corrugato nero. Lo trovi nei negozi di materiale elettrico o di edilizia.

Proteggi le parti terminali dei fili elettrici con della gommapiuma sagomata come già fatto in precedenza per le maniglie e i leveraggi.

A questo punto, dopo esserti accertato che tutto funzioni ancora puoi inserire all’interno della portiera del polistirolo, bloccarlo e riempire tutte le fessure con schiuma poliuretanica.

Terminato questo processo richiudi le portiere e procedi a rimontare i pannelli all’inverso di come gli hai smontati.

Rivestimento con isolante termoriflettente multistrato

Realizzato il primo e più importante strato di materiale isolante su pavimento, soffitto e pareti, dovrai sovrapporre al tutto uno strato di isolante termoriflettente multistrato di rivestimento come il Reflectix.

Questo materiale riflettente in alluminio flessibile si adatta alle forme del furgone e si installa molto facilmente attraverso un collante spray. Se utilizzato assieme a panelli di ESP o XPS ne aumenta notevolmente l’isolamento termico.

Rivestimento finale

Completata la coibentazione si dovrà procedere a rivestire le pareti, il soffitto e il pavimento del furgone.

Rivestimento di soffitto, pareti e paratia

Nella scelta del materiale per il rivestimento interno dei furgoni camperizzati – specialmente in Italia – è molto in voga l’utlizzo di lastre di compensato. Nel resto del mondo - sopratutto nei paesi anglosassoni - si fa ampio uso del legno.

Si tratta di materiali pesanti e voluminosi, inadatti per una superfice estesa come quella che dobbiamo rivestire. Inoltre, come è già stato sottolineato, il legno è bandito dalle nuove omologazioni proprio per via della sua pericolosità in caso di urto particolarmente violento.

Quali sono i migliori materiali per rivestire l’interno di un furgone camperizzato?

Grazie ad un passato da camperista e rulottista, spesso su mezzi vecchi, mi è capitato di dover ricostruire varie parti. Un lavoro abbastanza faticoso che però mi ha permesso di analizzarne bene le caratteristiche costruttive.

E come per i camper e le roulotte a mio avviso non c’è dubbio che il rivestimento ideale per le pareti e il soffitto di un furgone siano i pannelli in cartone pressato (simil radica) con superfice dura, opportunamente tagliati e sagomati. Hanno un costo medio di 10 euro ma si trovano anche a meno.

Rivestimento delle pareti in pannelli di radica
Rivestimento delle pareti in pannelli di radica

La simil-radica è un materiale facile da tagliare e sagomare, è leggera, è sottile e si pulisce con facilità.

Una volta che hai il materiale puoi appoggiarlo alla parete e fissarlo alle traverse (nel caso del soffitto e dei laterali) o alla griglia in legno (nel caso del divisore) con delle viti autofilettanti. Fai attenzione che siano più corte dello spessore delle traverse altrimenti andrai a forare la carrozzeria esterna.

Anche in questo caso è meglio se hai qualcuno che ti aiuta, l’ideale sarebbe essere in tre. Fai reggere il pannello e avvita con l’avvitatore. Completa gli ultimi giri di vite a mano in modo da non affondare troppo la vite nel pannello, altrimenti non lo sosterrà.

Se il pannello deve essere ridotto prendi le misure con il metro, riportatele sul pannello adagiato su dei cavalletti in legno equidistanti - tre sono meglio di due - e taglialo.

Usa le cuffie e una mascherina con i filtri per le polveri.

Per il taglio ti sconsiglio seghetto alternativo, traforo, sega da banco, taglierino o altri strumenti manuali. I risultati migliori si ottengono utilizzando un piccolo flessibile con un disco apposito per il legno. Se è a velocità variabile meglio impostarla al minimo.

Per un lavoro bello e speculare quando rivesti il soffitto posiziona prima i pannelli interi al centro del veicolo e poi quelli ridotti ai lati.

Posizionare i pannelli interi al centro
Posizionare i pannelli interi al centro

Per il colore e la fantasia la scelta sta a te. Io ho trovato solo pannelli molto scuri color noce. Il difetto peggiore di tale colore - a mio avviso - è quello di rendere l’ambiente buio e un po’ opprimente.

In alternativa, se non ti piace questo materiale o se sei disposto a spendere un po’ di più (o investire più ore di lavoro) puoi usare pannelli in plastica sottili - venduti presso i negozi di bricolage - oppure la vetroresina - venduta presso gli stessi luoghi o su internet sotto forma di fogli di fibra di vetro da bagnare con una resina bicomponente attraverso un pennello.

Pavimentazione

I camper, le roulotte e i furgoni attrezzati utilizzano piastrelle in plastica o vinile autoadesive.

In passato consigliavo il parquet vero o dei blocchi di legno ad incastro. Qui vale quanto ho già rettificato in merito al legno (pericolosità in caso di urto violento del veicolo).

Il materiale migliore è probabilmente l’alluminio, che può essere ricoperto da simil parquet in pressato o piastrelle in vinile. Se tra l’allumionio e l’isolamento applichiamo uno strato di VTR otteniamo un maggiore isolamento.

Listelli in legno ad incastro
Listelli in legno ad incastro

Una volta tagliati i fogli di alluminio su minura possono essere avvitati alla griglia dell pavimento. Con una pennarello indelebile puoi tracciare delle righe che segnano la disposizione della griglia, tanto una volta coperto l’alluminio non saranno più visibili.

Per un lavoro resistente e esteticamente bello abbonda con le viti, posizionandole in modo speculare ed equidistante. Scegli viti di lunghezza appropriata.

Coibentazione delle finestre e oscuranti

Una volta che la carrozzeria del tuo mezzo è completamente coibentata vanno eliminati i ponti di calore residui, cioè quelle parti che continuano a causare lo scambio di calore, provocandone la dispersione in inverno e l’accesso in estate.

I principali ponti di calore di un furgone camperizzato - oltre alle portiere e alla cabina - sono i vetri.

Lo strumento più pratco, efficiente e meno costoso per bloccare il flusso di calore attraverso i vetri sono gli oscuranti. Ti consiglio di scegliere degli oscuranti riflettenti spessi realizzati con un materiale dal forte potere coibentante.

Se a questi combini delle tendine avrai un isolamento ancora maggiore e privacy anche quando gli oscuranti non sono montati. Per il nostro Fiat Ducato abbiamo realizzato delle tendine scegliendo un tessuto chiaro, in modo da non bloccare la luce ma al contempo schermare l’interno del furgone dagli sguardi indiscreti.

Le nostre tendine sui vetri del portellone posteriore
Le nostre tendine sui vetri del portellone posteriore

Dietro alle tendine posteriori noi abbiamo montato dei classici oscuranti per camper a scorrimento, che ci consentono di oscurare completamente gli l’abitacolo dalla luce proteggendolo maggiormente dalle temperature esterne. Consigliamo però l’acquisto di soli oscuranti mobili e imbottiti, per via delle maggiori proprietà coibentanti.

Oscuranti avvolgibili per camper
Oscuranti avvolgibili per camper

Per i vetri della cabina abbiamo infatti scelto oscuranti termici imbottiti e riflettenti per camper. Per ogni veicolo è possibile trovare online i suoi oscuranti specifici. Sconsigliamo di acquistare il materiale e crearli da soli. Il costo è maggiore e il risultato finale difficilmente è soddisfacente.

Allestimento del furgone: il mobilio

Da questa sezione inizia la vera e propria conversione del furgone.

È arrivato il momento di pensare all’arredamento della tua stanza viaggiante cioè a tipologia e disposizione di letto, cucina, eventuale bagno e agli altri mobili.

Infine, soprattutto se come me non utilizzerai il mezzo solo saltuariamente ma conti di viverci parecchi mesi all’anno attraversando intere nazioni e magari continenti, dovrai realizzare gli impianti.

L'allestimento (completamente amovibile) del nostro van
L'allestimento (completamente amovibile) del nostro van

Cosa dice la legge italiana

Posso camperizzare Un Furgone?

In Italia - diversamente da quanto avviene ad esempio in Francia e Germania - non si vedono tanti furgoni camperizzati autonomamente. La causa principale sono leggi e burocrazia, poco chiare e incomprensibilmente proibitive.

I veicoli che vengono camperizzati si dividono essenzialmente in auto o autocarri. Le auto sono omologate per il trasporto di persone. Gli autocarri per il trasporto di cose. Esistevano inoltre i veicoli immatricolati ad uso promiscuo ma una direttiva degli anni duemila ha eliminato questa possibilità di omologazione.

La categoria del veicolo è indicata in un campo del libretto di circolazione.

Uno stesso modello può essere immatricolato alternativamente sia come auto, sia come autocarro.

In genere riconoscere il tipo di immatricolazione è semplice, perchè gli autocarri hanno il vano di carico completamente chiuso e senza finestre ad eccezione dei due vetri posteriori e più raramente di un vetro scorrevole sulla porta laterale. Le automobili sono finestrate e hanno i sedili. Questo in linea di massima. Esistono veicoli immatricolati come autocarri (soprattutto fuoristrada) che hanno i vetri anche nel vano di carico.

Altra categoria è quella dei veicoli adibiti al campeggio (i camper), quelli adibiti a spettacoli viaggianti, quelli adibiti ad ufficio mobile, ecc. È però difficile che il tuo veicolo rientri in una di queste categorie, a meno di una richiesta specifica alla motorizzazione da parte tua o di uno dei proprietari precedenti, per cui ritengo che non abbia senso trattarli in questa guida. Se invece è il tuo caso e hai bisogno di informazioni a riguardo scrivimelo nei commenti!

La legge italiana prevede che non si possa modificare la struttura dei veicoli. Pertanto, se la categoria del tuo furgone è un auto o un autocarro, e non un camper, i mobili non possono essere fissati alla struttura.

Posso sempre camperizzare con allestimento amovibile un autocarro?

Qui sorge un altro problema. Quasi sempre gli autocarri sono mezzi commerciali, acquistati con partita IVA nello svoglimento della propria attività professionale per godere di alcuni vantaggi fiscali.

Su questo tipo di mezzi non solo non è possibile allestire un camper, ma il loro utilizzo è permesso solo ed esclusivamente per trasportare chi lavora in quell’attività e materiale pertinente.

Se vuoi camperizzare un furgone senza incorrere in sanzioni non devi intestartelo come mezzo commerciale ma come autocarro ad uso proprio.

Posso trasformare legalmente il mio veicolo in un camper in Italia?

Al momento se le caratteristiche tecniche del veicolo lo consentono è possibile far modificare la categoria di un veicolo da autocarro ad auto e viceversa. Trasformare un autocarro o un auto in camper per il privato invece, nel nostro paese è praticamente impossibile.

Viene da chiedersi a vantaggio di chi se non dei soli costruttori, visto che fissare un carico alla struttura non ne rende certo meno sicuro il trasporto e anzi potrebbe diminuirne il rischio che venga catapultato verso la cabina o verso l’esterno in caso di frenate brusche, incidente o ribaltamento. Opinione personale certo, ma a mio avviso sensata.

Come omologare un furgone camperizzato?

Per omologare il tuo furgone camperizzato in camper puoi procedere in due modi: rivolgerti ad un allestitore professionista - se il veicolo è stato immatricolato da meno di 10 - anni oppure, qualsiasi sia l’età del mezzo, acquistarlo ed omologarlo all’estero (i paesi che hanno le procedure più snelle sono Germania e Svizzera) e soltanto dopo immatricolarlo in Italia. Peccato che l’iter abbia un costo minimo di base (solo per i documenti) che parte dai 3500 euro. In genere il gioco non vale la candela.

Come camperizzare un Furgone a norma

Non essendo possibile trasformare la categoria di un’auto o di un autocarro in camper l’unica opzione per camperizzare un furgone a norma rimane quella di un allestimento completamente rimovibile.

Per strutture rimovibili si intendono strutture smontabili senza l’ausilio di strumenti, quindi neanche un cacciavite. Come fare? Attraverso ganci e giochi di incastro. Io li ho utilizzati entrambi.

Nessun problema quindi se si opta per strutture rimovibili, che a tutti gli effetti sono un carico e nulla più.

Questa è la scelta di coloro che vogliono viaggiare in regola, senza rischiare contestazioni che possono arrivare fino al ritiro della carta di circolazione.

Allestimento a norma

Tutto l’allestimento quindi deve essere rimovibile e nulla può essere fissato - imbullonato o avvitato - al telaio.

Soluzioni per una camperizzazione legale

Puoi acquistare un kit di camperizzazione, costruire dei mobili tu stesso se hai un po di esperienza di fai-da-te oppure utilizzare dei mobili di recupero, magari opportunamente modificati.

Per l'allestimento del nostro van abbiamo utilizzato mobili recuperati
Per l'allestimento del nostro van abbiamo utilizzato mobili recuperati
Acquisto di un kit da un allestitore

La prima soluzione è acquistare un kit di camperizzazione amovibile da un allestitore. Cercando su internet, o rivolgendoti presso centri specializzati troverai kit-camper per tutti i gusti e le tasche, in ogni stile, dimensione, funzionalità. La maggior parte sono in legno. Come già scritto però materiale da evitare.

Auto-costruzione dell’allestimento

Un’altra soluzione – non sempre la più economica, ma di certo la più personalizzata - è l’autocostruzione dell’allestimento del proprio furgone. Sono quasi certo che se sei su questa pagina è questa la soluzione che cerchi.

Ma come trovare la giusta ispirazione?

Progettazione dell’allestimento del furgone camperizzato

Dove trovare idee per l’allestimento di furgoni camperizzati

Sono tante le persone che in Europa e nel mondo si sono lanciate in un progetto di camperizzazione fai-da-te del proprio furgone.

Oltre ad appoggiarti a questa guida puoi prendere spunto da forum, social network e blog o acquistare e-book che trattano l’argomento della camperizzazione. Chiedi a persone che come te hanno la passione per la camperizzazione. Osserva i furgoni camperizzati che vedi parcheggiati e gli allestimenti dei camper nei concessionari.

Pinterest e Instagram

Internet, soprattutto Pinterest e Instagram, ti consentono di sfogliare tra un’infinità di allestimenti e configurazioni fai da te.

Molte di queste soluzioni sono ottime per bus e grossi mezzi americani ed australiani, ma non per gli spazi e i furgoni che abbiamo in Europa. Altre idee invece - soprattutto mobili pieghevoli e ad incastro - sono invecve davvero utili e vale la pena prenderne ispirazione.

Realizzazione dell’allestimento per furgone camperizzato

Una volta scelto il furgone, coibentato e trovata l’ispirazione per gli interni arriva quindi il momento della conversione.

L’allestimento interno dipende dalla presenza e dalla disposizione di 3 elementi principali: il letto, la cucina e il bagno. Nella camperizzazione del tuo furgone puoi scelgiere la disposizione che preferisci.

Il miglior modo per affrontare questa fase senza commettere errori è preparare una bozza su carta del proprio progetto di camperizzazione. Un disegno ti aiuterà a comprenderne le giuste proporzioni.

Prendi le misure interne del veicolo e, dopo aver letto il resto della guida su letti, cunine e bagni per furgoni camperizzati, inizia a pensare alla futura disposizione.

Per la progettazione del tuo disegno di camperizzazione puoi utilizzare SketchUp, un’applicazione di grafica 3D per computer. In base al modello del tuo veicolo, potrai trovare e scaricare i modelli di progettazione gratuiti.

Screenshot del programma Sketchup
Screenshot del programma Sketchup

Una volta che avrai realizzato il tuo progetto per la disposizione dell’allestimento, prima di procedere alla costruzione, ti converrà riprodurre la posizione dell’arredamento all’interno del furgone con del nastro di carta, sia sul pavimento, sia sulle pareti.

La disposizione ti piace? Trovi che sia abbastanza confortevole e che lasci sufficiente spazio. In caso affermativo potrai passare alla fase di realizzazione, altrimenti dovrai tornare alla fase progettuale, apportando le modifiche che desideri.

Il letto

Non risparmiare sulle misure del letto! Puoi ridurre le dimensioni di tutto, ma non del letto! Ti accorgerai che avere un letto comodo in cui dormire dopo una lunga giornata in viaggio è la cosa più bella!

Fatta questa premessa hai parecchie soluzioni per predisporre il letto del tuo furgone camperizzato: letto fisso, letto pieghevole, divano-letto, dinette letto, letto a scomparsa, letto up/down, letto a soffietto, letto sopra il tetto (air camping o maggiolina).

Il letto fisso

Se gli spazi te lo consentono ti conviene realizzare un letto che possa rimanere sempre aperto, perchè ti assicuro che disfarlo e rifarlo ogni giorno dopo un po’ diventa pesante. I letti non fissi consentono invece di ottimizzare gli spazi quando non sono utilizzati.

Il letto pieghevole e il letto scorrevole

Configurazioni molto utilizzate sono il letto pieghevole il letto scorrevole. Il letto pieghevole può essere realizzato in modo da potersi trasformare divano quando non si dorme. Il letto scorrevole è simile a quello pieghevole ma l’estrazione della parte che contiene le doghe avviene scorrendo invece che sovrapponendo le due parti che lo compongono.

Il letto a scomparsa

Il letto a scomparsa altro non è che la versione per veicolo dei letti ad armadio. Può essere composto di una sola parte che da chiusa viene occultata in un armadio (abbastanza difficile da realizzare se lo spazio è limitato) o da 2,3 o 4 parti che si ripiegano contro le pareti.

Il letto up-down (o basculante)

Il letto up-down (o letto basculante) utilizza sistemi meccanici (elettronici o manuali) per spostare il letto in alto contro il soffitto quando non si dorme, lasciando l’abitacolo del furgone completamente libero durante il giorno. Necessita di un tetto alto.

Il letto a soffietto

Il letto a soffietto è un letto posizionato nel tetto a soffietto. Può essere fisso o estraibile. Quelli estraibili lasciano più spazio ma in genere utilizzano materassi molto sottili e quindi meno comodi.

Il letto sul tetto

Un’altra soluzione è utilizzare una tenda da tetto. Il risparmio di spazio nell’abitacolo del veicolo è notevole e dormire in alto risolve i problemi di umidità. Puoi anche creare un passaggio tra veicolo e tenda attraverso un oblò sul tetto e un foro alla base della tenda opportunamente collegati e coibentati.

Il letto a soffietto e la tenda da tetto non sono indicati per climi troppo rigidi (specialmente freddi) e la loro collocazione - tra noi e l’esterno c’è solo un telo - comporta una minore sicurezza.

La dinette
La dinette in configurazione letto
La dinette in configurazione letto

A metà tra i letti fissi e quelli mobili si colloca la dinette: una delle soluzioni più versatili anche più utilizzate nei veicoli da campeggio come camper, furgoni, roulotte, carrelli tenda. La dinette è un letto che si trasforma in tavolo con due divanetti alle estremità.

La costruzione della dinette
La costruzione della dinette

Generalmente i camper europei (escludendo i furgoni camperizzati) hanno due dinette, una al centro e una nel retro del veicolo, per avere sempre a disposizione un tavolo e un letto.

La dinette in configurazione giorno
La dinette in configurazione giorno
La nostra configurazione

Nel nostro mezzo gli spazi erano davvero limitati e lavorando al computer abbiamo bisogno di avere un sempre un tavolo a cui appoggiarci durante il giorno. Per cui abbiamo optato per la costruzione di una dinette.

Letto a dinette
Letto a dinette
La scelta del materasso

Per il materasso ti consiglio di acquistare della gommapiuma che abbia uno spessore di almeno 10 cm e densità media.

La spesa per la gommapiuma è abbastanza alta (può superare i 100 euro per un blocco delle dimensioni del materasso), quindi se riesci a recuperarla da un camper o una roulotte in disuso di cui conosci i proprietari metterai da parte una certa somma che potrai utilizzare per altro.

Io sono stato fortunato. L’ho avuta nuova da un amico stava per disfarsene perchè non più adatta al letto del suo camper dopo aver apportato una modifica.

A differenza dei materassi classici la gommapiuma è un materiale plastico che si può pulire facilmente con acqua e amoniaca nelle giornate di sole. Difficilmente si sporca o prende odori e si corrompe solo se è molto vecchia ed è stata sottoposta ad intemperie a lungo.

Per tagliarla e costruire i cuscini per la dinette io ho usato un taglierino molto affilato e poi ho bruciato le parti che risultavano irregolari. Ti sconsiglio questa procedura. Bruciare la gommapiuma è tossico (produce diossina e altri prodotti nocivi), è altamente infiammabile ed è difficile spegnerla.

Esiste uno strumento elettrico apposito per il taglio della gommapiuma a caldo, ma lo sconsiglio in quanto fa moltissimo fumo e il risultato finale non è soddisfacente.

Se avete a disposizione un blocco di gommapiuma e dovete tagliarlo (ad esempio perchè come me dovete realizzare i cuscini per la dinette) portatelo a tagliare con il laser o con altro strumento professionale dalle ditte apposite. Se non riuscite a trovare un’azienda che si occupi del taglio rivolgetevi a chi vende gommapiuma, spesso possono offrire anche il servizio di taglio a cifre irrisorie.

Del rivestimento dei cuscini - come delle tende - se n’è occupata Hila, con impeccabile maestria.

I nostri cuscini
I nostri cuscini

Quando dormiamo utilizziamo dei comuni coprimaterasso, lenzuoli e coperte per letti da una piazza e mezzo. Noi preferiamo il cotone perchè è più fresco della spugna. Se vivi vicino a mercati o a centri commerciali puoi acquistarli li. Altrimenti su Amazon puoi trovare dei copri materasso in cotone e in spugna molto convenienti per ogni misura.

Il bagno

Per alcuni la presenza di un bagno, con toilette e doccia non è indispensabile. In tal modo riservano lo spazio ad altri usi e possono muoversi più agevolmente. Per altri doccia e wc sono imprescindibili.

Soprattutto se conti di utilizzare il van per lunghi periodi, di visitare anche zone affollate e di non andare in campeggio, la doccia e il wc sono quasi d’obbligo.

Il WC

Una delle soluzioni più pratiche e in voga nei camper era fino a poco tempo fa il wc chimico. Il wc chimico è un wc mobile o con tanica estraibile che è possibile asportare e scaricare presso un punto di raccolta acque reflue.

I wc chimici più conosciuti sono i Porta Potti, comprensivi di serbatoio dell’acqua con pompa manuale.

Esistono poi wc chimici con bidet incorporati, anche se non è facile trovarli.

Prima di questa soluzione i camper erano dotati di wc simili a tutto e per tutto a quelli di casa - se non per il materiale costruttivo, in plastica invece che in ceramica - e di serbatoio fisso. Essendo però divenuti sempre più introvabili negli ultimi anni i punti di scarico per serbatoi fissi di acque scure i costruttori sono passati quasi universalmente al wc chimico con tanica estraibile.

Negli ultimi 5 anni è stata elaborata un altra soluzione molto più pratica che elimina uno dei problemi principali della vita in camper, lo scarico delle acque scure.

Il wc viene sostituito con uno strumento a forma di secchio molto comodo che nella parte superiore ha integrato un asse da wc. All’interno di questo vengono posti dei sacchetti di plastica biodegradabile usa e getta.

Per i liquidi (soprattutto urina) si utilizza un altro strumento, adatto sia alle donne che agli uomini. Un’altra soluzione è l’utilizzo dei sacchetti biodegradabili con della segatura all’interno.

Se usiamo anche carta igenica biodegradabile una volta usato il wc il sacchetto può essere gettato nei bidoni per l’umido, esattamente come i sacchettini usati per raccogliere le deiezioni dei cani.

Altre persone che vivono stabilmente in camper (specialmente gruppi di persone) scavano dei grossi fossati nella natura che chiamano volgarmente “shit pit”. Se siete hippie probabilmente questa soluzione potrebbe fare per voi. Ci sentiamo però di sconsigliarla in quanto le deiezioni umane non trattate appositamente, sebbene biodegradabili, possono essere veicolo di gravi malattie e addirittura di epidemie.

Per l’acquisto e la collocazione del WC pensa agli spazi che hai a disposizione. Se hai un mezzo grande puoi creare una stanza a parte con bagno e doccia, altrimenti, se come noi gli spazi possono diventare un problema ti conviene riservargli un posto occultato che però te ne permetta l’uso in qualsiasi momento. Anche quando il letto è montato.

In sostituzione del bidet (come per la doccia), in genere viene utilizzato un rubinetto con doccino estraibile.

Per il nostro Ducato abbiamo inzialmente preso spunto da Pinterest, creando l’alloggiamento per il wc all’interno di una delle due cassapanche della dinette, ma questo lo rendeva inutilizzabile di notte. Abbiamo quindi deciso di elaborare una soluzione differente.

Piegato un tondino liscio per edilizia, lo abbiamo saldato a 4 staffe a L forate attraverso le quali lo abbiamo ancorato alle traverse del soffitto (struttura fissa e quindi illegale! Ridicolo ma vero). In questo modo abbiamo realizzato un supporto circolare per la tenda della doccia, che ci permette di avere un ambiente separato all'occorrenza.

All’interno è possibile inserire un contenitore per l’acqua della doccia e il wc, per il resto del tempo occultati in un alloggiamento apposito ma sempre raggiungibili. Potete usare ad esempio uno scompartimento con base scorrevole nel punto più basso di un armadio.

Il supporto per la tenda della doccia
Il supporto per la tenda della doccia
La doccia

Ho già spiegato come è stata realizzato il supporto per la tenda della nostra doccia. Come base abbiamo invece utilizzato inizialmente una piscina per cani pieghevole, che una volta terminata la doccia può essere svuotata nel lavandino.

Doccia aperta
Doccia aperta
Doccia chiusa
Doccia chiusa

Ci siamo accorti dopo due mesi di vita in camper che l’utilizzo di questa piscina, sebbene salvaspazio (quando la piscinetta si piega può essere alloggiata senza occupare alcuno spazio), risulta alla lunga poco pratico.

Il fatto che si pieghi rende molto facile l’involontaria chiusura durante l’utilizzo e visto il materiale molto sottile in cui è realizzata la base si perfora facilmente.

Abbiamo quindi deciso di optare per la sostituzione con un mastello per macerie, del costo di circa 15 euro. Soluzione che si è rivelata davvero funzionale.

Come doccino utilizziamo invece quello del lavandino della cucina. Non avendo trovato un lavandino estraibile adatto all’installazione sul nostro lavabo abbiamo tagliato l’ultima parte del lavandino della cucina e gli abbiamo collegato questo doccino acquistato da Decathlon, al costo di 9 euro.

Quelli a pressione specifici per camper e barche sono più scomodi ma consentono di risparmiare moltissima acqua rispetto a quelli a scorrimento continuo.

Lavandino con doccino
Lavandino con doccino

Se lo spazio non è un problema potreste invece costruire un bagno vero e proprio con pareti e porta competamente isolate verso l’interno, e piatto doccia.

In questo caso si dovrà riservare uno spazio per il serbatoio. Evitate di fare un foro nel pavimento e scaricare in strada o sull’erba. Non solo per le multe salate ma anche perchè un tale comportamento trasmette agli altri una pessima immagine dei camperisti e degli amanti della van life alimentando un sentimento poco positivo che già molti hanno nei nostri confronti. Inoltre se non sigillato perfettamente quando il mezzo è in moto il gas di scarico entrerà nell’abitacolo.

Il riscaldamento dell’acqua sarà trattato nell’apposita sezione sugli impianti.

La Cucina

La cucina può essere disposta internamente o, se l’altezza del furgone non lo consente, in basso con accesso esterno dal retro, ma può anche essere mobile.

La cucina del nostro Fiat Ducato
La cucina del nostro Fiat Ducato

Cucinare all’aria aperta da una sensazione di libertà innappagabile. Conside però che non sempre il tempo è bello. Per questo coviene avere la possibilità di cucinare anche all’interno.

Attento: Se vuoi utilizzare una bombola del gas nel furgone devi predisporre una griglia di aerazione completamente aperta verso l’esterno per consentire la fuoriuscita di eventuali perdite di gas e isolare la bombola dall’abitacolo. Apertura che non è realizzabile per la nostra legislazione

Il lavandino

La scelta del lavandino va fatta tenendo in considerazione in primo luogo le proprie abitudini alimentari.

Ad esempio io e mia moglie abbiamo una dieta principalmente vegana e light, molto povera di oli. Per noi pranzo e cena sono delle veloci pause tra un attivià e l’altra. Spesso mangiamo fuori dal furgone e generalmente ci limitiamo a pasti molto semplici.

È chiaro che con tali abitudini, che ci portano a sporcare pochi piatti e a ridurre al minimo l’utilizzo delle stoviglie, non avrebbe nessun senso installare un lavandino di grandi dimensioni o addirittura a doppia vasca.

Esigenze completamente differenti per chi ha una famiglia più numerosa o una dieta che include cibi molto unti. In questo caso se lo spazio lo consente è molto meglio optare per un lavandino di dimensioni maggiori.

Il fornello

In alternativa al fornello fisso puoi utilizzare un fornello mobile che ti consenta di cucinare sia all’interno che all’esterno del veicolo. Noi per molto tempo abbiamo usato quello a due fuochi della Campingaz.

Conta però che questi fornelli ti obbligano a cambiare bombola mediamente una volta alla settimana, comportando ulteriore dispendio di tempo (nella ricerca della bombola), inquinamento (le bombole sono usa e getta) e costi, rispetto ad una comune bombola.

Soluzione valida quindi solo se conti di utilizzare il mezzo per poche uscite e brevi.

Se hai spazio a sufficienza potresti optare per un fornello fisso (anche per quanto riguarda la classica bombola ci sono pareri molto discordanti sulla legalità del suo trasporto) e portarti dietro un fornellino mobile, da utilizzare in caso di emergenza.

La piastra ad induzione

Altra opzione, che contiamo di implementare a breve, è l’utilizzo di una piastra ad induzione.

La piastra ad induzione consente di poter cucinare in maniera green, a costo zero e in piena sicurezza (non dovremo infatti portar dietro nessuna bombola), è molto sottile e meno pesante dei classici fornelli e se non fissa può essere rimossa con facilità.

Per contro i consumi sono molto alti, necessita di un inverter con un picco massimo capace di reggerne l’assorbimento, di accumulatori molto capienti e possibilmente di un impianto a 24 Volt o superiore (invece dei classici 12).

Attualmente disponiamo di un impianto a 12 volt e di un accumulatore da 200 Ah, che sebbene ampiamente sovradimensionata per le nostre esigenze, si scaricherebbe troppo utilizzando una comune piastra ad induzione. Anche il nostro inverter non è adatto.

Se il problema è solo l’inverter esistono in commercio piastre ad induzione con regolazione di temperatura e quindi wattaggio. Il cibo si cuocerà più lentamente ma con una potenza istantanea assorbita molto più bassa. Rimane comunque la necessità di incrementare la capienza dell’accumulo e preferenzialmente di un upgrade del voltaggio dell’impianto.

Il Frigo

Avere un frigo nel proprio furgone camperizzato è davvero molto comodo. Ne esistono di tutti i tipi e di tutte le dimensioni. La scelta dipende dalle tue esigenze e dallo spazio che hai a disposione sul furgone.

Il nostro frigorifero 12 v a compressore fisso
Il nostro frigorifero 12 v a compressore fisso
Il frigo portatile

Sono i classici frigoriferi da automobile, alimentati dal cavo accendino con apertura in alto e ventola. Si vedono molto spesso in estate, soprattutto al mare.

Hanno consumi abbastanza elevati e aprendoli disperdono velocemente il fresco accumulato (per dirlo in modo semplice, in realtà è il calore che viene estratto).

Il frigo fisso a 12 Volt con compressore fisso

Il frigo fisso a 12 Volt con compressore fisso ha, come dice il nome, il compressore incorporato.

Essendo a 12 Volt può essere alimentato direttamente da pannello solare attraverso un regolatore di carica che stabilizzi e raddrizzi corrente e tensione.

Il frigo fisso a 12 Volt con compressore mobile

Identico al frigo fisso a 12 Volt con compressore fisso, il frigo fisso a 12 Volt con compressore mobile se ne differenzia per avere il compressore separato.

Un utilità non di poco conto, soprattutto per i furgoni camperizzati dove lo spazio è sempre un tema critico. Significa infatti avere la possibilità di posizionare il frigo sotto la cucina e installare il compressore all’interno di un mobile o di una cassapanca.

Se il compressore è mobile attento non piegare troppo il tubo e a far si che scorra in luogo riparato: è sottopressione e forarlo oltre danneggia il frigo è può costituire un pericolo.

Il frigo fisso a 220 Volt con compressore

I tipici frigoriferi di casa, ma ne esistono anche modelli specifici per camper, roulotte e furgoni camperizzati.

Il funzionamento è identico a quello dei frigoriferi a 12 Volt fissi con compressore, solo che è alimentato a 220 V, quindi andrà connesso all’inverter o ad una colonna elettrica.

Anche in questo caso ne esistono sia con compressore mobile, sia con compressore fisso.

Il frigo trivalente (12V, 220V, GPL)

Il frigorifero trivalente ha un interuttore che permette di impostane il tipo di alimentazione. Generalmente si utilizza l’alimentazione a 12 Volt quando si viaggia, con batteria dei servizi parallelata a quella principale, in modo che utilizzi la corrente di carica che proviene dall’alternatore del motore.

L’alimentazione 220 V tramite rotella - tipicamente quando si è collegati a colonna elettrica in campeggio o area di sosta - e a gas GPL, sempre tramite rotella e accensione piezoelettrica - per quando siamo fermi e non abbiamo una fonte di corrente -.

Nel frigorifero trivalente una fiammella scalda il liquido refrigerante della serpentina (che nel funzionamento a compressore è nebulizzato da questo) per vaporizzarlo e forzarne la circolazione. Circolazione che serve a portare via il calore dall’interno del frigo.

Come gli altri strumenti che utilizzano il gas, i frigoriferi trivalenti devono essere installati in un vano aperto verso l’esterno che consenta la fuoriuscita dei prodotti della combustione e di eventuali perdite di gas, consumano abbastanza corrente perchè hanno delle ventole alimentate a 12V che estraggono l’aria e il calore, vanno revisionati periodicamete e non possono essere alimentati a GPL durante la marcia del mezzo - la legge lo vieta -. Inoltre la fiamma tende a spegnersi in caso di vento, spegnendo il frigo.

Il freezer: vano congelatore, si o no

Spesso tutti questi tipi di frigorifero hanno un vano congelatore, ma ne esistono anche senza.

In genere sul corpo del frigo o all’interno è presente una rotella che permette di modificarne la potenza - temperatura.

Consiglio, nel caso optiate per installare un frigo, di scegliere un modello con vano freezer.

In tal caso attenzione se il frigo ha un unico selettore di temperatura sia per il frigo che per il congelatore, se abbassi troppo la temperatura il congelatore non gelerà più.

Il frigo: la classe energetica

La classe energetica riportata nelle specifiche del frigo è relativamente poco importante e scarsamente rappresentativa dei consumi in quanto indica l’efficienza. Per valutare l’influenza dei consumi sulla batteria il parametro che ci interessa è invece il consumo di watt annuo.

Il frigo: quale scegliere

I frighi migliori in termini di prestazioni e più adatti a furgoni camperizzati non omologati sono senza ombra di dubbio quelli a compressore a 12V e 220V. Raffreddano velocemente e consumano relativamente poco. Di solito i frigoriferi a 12 Volt hanno dimensioni minori e consumano meno.

Lasciamo da parte i frigoriferi trivalenti per via delle probelmatiche relative al gas e soprattutto all’impossibilità di aprire legalmente aperture per lo sfogo di fumi e calore nella carrozzeria.

Il frigo: la posizione

Nei veicoli adibiti al campeggio la posizione classica per il frigorifero è sotto al lavello o sotto ai fornelli. Se però le dimensioni non ti permettono di installarlo in quella posizione puoi optare per montarlo di fianco o in un vano ricavato all’interno dell’armadio.

Il frigo a compressore: come ridurre il rumore del compressore

Puoi ridurre il rumore del compressore - fastidioso soprattutto di notte - costruendo attorno allo stesso una camera rivestita di materiale fonoassorbente e isolante, e montare il compressore su delle molle sufficientemente rigide per reggerne il peso e le oscillazioni.

Il frigo: serve davvero?

Se avete un impianto solore potente (almeno da 600 watt) e un accumulo capiente (500ah o più) e vi trovate in una zona particolarmente soleggiata l’installazione di un frigo non costitusce un problema.

Viceversa se uno di questi presupposti manca, il frigo (anche un semplice frigo a 12 Volt) costituisce subito dopo la piastra ad induzione (e chiaramente al phon, al forno, al calorifero elettrico) lo strumento che assorbe più energia.

Ad alcuni potrebbe sembrare impossibile potersi adattare a vivere senza un frigo. Vi assicuro che è assolutamente fattibile. Nonostante il nostro impianto ci consenta di usare il frigo, ci piace sapere di poter contare su una buona riserva di energia anche in caso di giornate nuvolose. Per questo abbiamo deciso di sperimentare.

Inizialmente abbiamo escluso il frigo di notte. Rimanendo sempre in zone temperate, nelle quali le temperature diurne superano raramente i 22 gradi, la notte possiamo spegnere il frigo senza che la temperatura si alzi troppo.

Step successivo è stato quello di eliminare il frigo e comprare cibo fresco giorno per giorno. Abbiamo scoperto che questa è la soluzione più adatta alle nostre esigenze. Se acquistiamo dei prodotti che dopo l’apertura necessitano di essere conservati al fresco (io ad esempio vado pazzo per il Gazpacho e mia moglie utilizza molto il latte a base vegetale), scegliamo ricette che ci permettano di utilizzare l’intera confezione in giornata.

Gli impianti

L’impianto elettrico di un furgone camperizzato: perchè conviene averlo

L’installazione di un impianto elettrico per furgone camperizzato non è strettamente necessaria se si utilizza il proprio van per viaggi molto brevi e si viaggia con il minimo indispensabile e senza elettrodomestici e riscaldamento.

È certo però che l’illuminazione e almeno la possibilità di poter mettere in carica cellulari, tablet e il proprio portatile fanno davvero la differenza.

Nel nostro van usiamo un laptop con schermo esterno
Nel nostro van usiamo un laptop con schermo esterno

Attento! La fase di progettazione e installazione di un impianto elettrico è una cosa seria. Oltre alla nota pericolosità dovuta alle scosse elettriche, commettere errori può portare ad incendi, che soprattutto mentre dormiamo possono avere conseguenze letali.

Se non disponi delle necessarie conoscenze per lavorare in sicurezza chiedi consulenza ad un professionista. Se questa spesa fuoriesce dal tuo budget, fatti almeno spiegare i procedimenti e richiedi un controllo finale con verifica. Costa molto meno che far realizzare l’impianto e ti permetterà di viaggiare in sicurezza e dormire sonni tranquilli.

Il nostro impianto elettrico fotovoltaico
Il nostro impianto elettrico fotovoltaico

Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: i componenti

I componenti principali sono l’accumulo, l’inverter e il generatore.

La batteria: l’accumulo elettrico

Per avere una riserva di energia elettrica che ti consenta di poter alimentare i dispositivi anche di notte hai bisogno di accumulare l’energia ricavata da un generatore (pannello solare, pala eolica, gruppo elettrogeno o colonna elettrica).

A svolgere la funzione di accumulo sono le batterie.

Nei mezzi di trasporto abitabili (camper, roulotte, barche con cabina) si fa una distinzione funzionale tra batterie principali, che servono all’avviamento del veicolo o al funzionamento del motore se elettrico, e batterie dei servizi, che permettono di utilizzare l’elettricità per alimentare e ricaricare i dispositivi utilizzatori, come se ci trovassimo attaccati alla corrente di casa.

Per alimentare i tuoi dispositivi hai bisogno di installare almeno una batteria dei servizi.

Ti consiglio di non utilizzare la batteria principale del mezzo per alimentare i dispositivi, a meno che tu non stia viaggiando (intendo con il furgone in moto).

La batteria: quale tipologia scegliere

Le tipologie principali di batteria sono al piombo, AGM, al gel e al litio.

La batteria: il voltaggio corretto

Quale voltaggio scegliere per la batteria servizi del furgone camperizzato?

I voltaggi nominali più comuni sono 6 volt, 12 Volt, 24 Volt. Esistono anche tensioni intermedie. In realtà i voltaggi sono solo indicativi, ma la batteria carica quando è ancora pienamente efficente ha in genere un voltaggio superiore a quello dichiarato. Questo te lo dico solo per tua conoscenza: non influisce in alcun modo sugli utilizzatori.

Le batterie utilizzate nei camper europei di dimensioni standard e nei furgoni camperizzati hanno, come quelle delle auto, una tensione di 12 Volt. Un impianto di voltaggio superiore (24V, 48V) è più sicuro - per diverse ragioni che non tratterò in questa giuda - ma proprio per via del largo utilizzo sui veicoli ricreazionali europei del 12 Volt - mi occupero di questo.

La batteria: dove alloggiarla

Gli accumuli elettrici sono fonte di rischio. Se danneggiate possono esplodere catapultando le parti interne in metallo all’esterno come proiettili. Se i vapori si accumulano e si genera una scintilla il veicolo può esplodere. Succede molto spesso nelle barche. Le batterie non chiuse ermeticamente poi possono rilasciare vapori nocivi, anche mortali.

Per questo il corretto utilizzo, i controlli periodici ma anche la disposizione, sono aspetti da non sottovalutare.

Ma qual è il luogo più sicuro dove collocare la batteria?

La scelta migliore è certamente in gavoni appositi resistenti e con aperture per lo sfogo dei vapori (e di eventuali scoppi) all’esterno dell’abitacolo del veicolo. Soluzione che viene sfruttata da moltissimi costruttori di camper, ma nei furgoni camperizzati spesso impraticabile.

Come fare allora?

Se abbiamo un portabici o portamoto per gancio traino che sporge, potremmo ricavarne sopra un alloggiamento per la batteria dei servizi.

Se non disponiamo di questo accessorio e vogliamo un buon compromesso tra sicurezza e praticità il mio consiglio e alloggiare la batteria in un comparto facilmente areabile e il più lontano possibile da dove dormiamo, per lo meno da dove teniamo la testa. Ancora meglio se sui tre lati della batteria che danno verso l’abitacolo viene interposta una spessa lastra di metallo adeguatamente isolata dalla batteria.

L'alloggiamento della nostra batteria
L'alloggiamento della nostra batteria
L’inverter: dalla 12 V alla 220 V

Per utilizzare gli elettrodomestici che colleghi alle spine di casa (quelli che non possono essere alimentati attraverso presa USB o da cavo accendino) avrai bisogno di convertire la corrente della batteria da 12 V a 220 V.

Il dispositivo che espleta questa funzione si chiama inverter. Si collega il cavo del positivo (rosso) al positivo della batteria e il cavo negativo (nero) al negativo della batteria. Una volta eseguito il collegamento, se la batteria è carica, è possibile utilizzare la presa elettrica presente sull’inverter come una normale spina di casa.

Attenzione! l’inverter può sopportare il carico massimo per cui è progettato e che è dichiarato sulla scheda tecnica. Superare la capacità di carico può bruciare il fusibile, danneggiare l’inverter o peggio dare luogo ad incendi. L’inverter, specialmente con alti carichi, scalda, è sempre bene provvedere ad una buona areazione (eventalmente anche tramite ventole accessorie) e spegnerlo quando ci allontaniamo dal veicolo e quando dormiamo, in modo da scongiurare incendi. Non utilizzare prolunghe!

I Generatori di corrente: pannello fotovoltaico, pala eolica, gruppo elettrogeno, colonna elettrica

Una volta che hai posizionato la batteria e collegato l’inverter avrai la possibilità di caricare sia i dispositivi a 12 V direttamente dalla batteria (es. cellulare, tablet, smartwatch, pompa dell’acqua, frigo 12V), sia gli altri utilizzatori dalla presa dell’inverter (computer, aspirapolvere ecc).

Dopo un po’ però la riserva di corrente della batteria si esaurirà. Se vuoi che la batteria continui a fornire corrente hai bisogno di un generatore che la ricarichi.

I generatori di corrente utilizzati sui camper e sui furgoni camperizzati sono essenzialmente di due tipi: da fonti non rinnovabili e da fonti rinnovabili.

Vecchi, dispendiosi, inquinanti e solitamente rumorosi i generatori di corrente da energie non rinnovabili più utilizzati sono il gruppo elettrogeno (un motore diesel o benzina che girando produce corrente) e le colonnine di ricarica presenti nei camping (simili a quelle per le auto elettriche).

I generatori di corrente da energie rinnovabili sono invece ecologici, silenziosi e producono energia elettrica a costo zero. I più utilizzati su camper e furgoni camperizzati sono i pannelli fotovoltaici e le pale eoliche.

I pannelli fotovoltaici hanno un rendimento più basso delle pale eoliche e occupano molto più spazio. Però possono essere utilizzati in qualsiasi condizione purchè il camper sia esposto all’esterno. Per poter ottenere energia dalle pale eoliche invece dobbiamo necessariamente trovarci in un posto soggetto a vento.

Pannelli fotovoltaici sul nostro van
Pannelli fotovoltaici sul nostro van

Se siamo in zone di mare, in montagna o in altri posti ventosi nessun problema quindi, ma in città e pianura meglio avere anche dei pannelli fotovoltaici.

Altri metodi per mantenere la batteria carica

Se ti trovi a casa e utilizzi dei generatori ad energia rinnovabile ma le condizioni meteo non consentono una completa carica delle batterie puoi utilizzare un caricabatteria del tipo per auto e moto. Più alto è l’amperaggio più velocemente si caricherà la batteria.

Ti sconsiglio di far caricare la batteria dei servizi direttamente dall’alternatore. Meglio se la batteria dei sevizi viene caricata sempre da una corrente stabilizzata.

Infatti per poter fare caricare la batteria servizi dall’alternatore senza rischi di danneggiamento dovresti usare un parallelatore combinato ad un regolatore di carica dedicati esclusivamente a questo scopo.

La soluzione migliore è utilizzare un parallelatore tra batteria dei servizi e batteria motore, ma montato al contrario. Cioè utilizzandolo per far caricare la batteria motore dai pannelli solari una volta che la batteria servizi è completamente carica.

Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: calcolo dei consumi energetici

Ora che conosci i principali componendi di un impianto elettrico per furgone camperizzato (o per camper) è il momento di eseguire una stima dei consumi energetici.

Prendi carta e penna ed elenca i dispositivi che prevedi di utilizzare e per ogni dispositivo indicane i consumi. Li trovi sui dispositivi – per quelli che funzionano a 220 - o sull’alimentatore – per quelli che necessitano di carica e funzionano a 12V -. Una volta che hai l’elenco dei carichi elettrici che andrai ad utilizzare, e dei relativi consumi puoi procedere al dimensionamento dell’impianto.

  • Per i dispositivi senza trasformatore dividi i Watt indicati sull’apparecchio per 220 Volt (la tensione domestica) per ottenere gli Ampere. Moltiplica per il numero di ore di utilizzo per ottenere gli Amph giornalieri.
  • Per i dispositivi con trasformatore moltiplica gli Ampere per i Volt indicati sul trasformatore per ottenere i Watt e procedi come sopra per ottenere gli Amph giornalieri.

Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: Il quadro elettrico e la centralina di controllo

Una volta che conosci i consumi e in base a questi hai dimensionato il tuo generatore, la tua batteria e scelto l’inverter appropriato, dovrai creare il quadro elettrico con tutti i collegamenti.

Poi, se vuoi realizzare un lavoro a regola d’arte e sicuro, potrai occuparti della realizzazione della centralina con interruttore differenziale (salvavita), magnetotermico, stacca-batteria (dai pannelli solari alla batteria), secondo stacca-batteria (dalla batteria agli utilizzatori), fusibiliera per proteggere tutti gli utilizzatori a 12 volt, e quant’altro ti possa servire.

Nel posizionamento del quadro elettrico tieni conto del percorso che faranno i cavi, cercando di mantenerli più corti possibili, per evitare dispersioni elettriche e surriscaldamenti.

È importantissimo utilizzare cavi della sezione corretta perchè altrimenti possono riscaldarsi generando incendi. La sezione dei cavi è scritta sulla scheda del prodotto ed è anche riportata sull’isolante che avvolge il rame.

I cavi delle lampade devono avere un diametro minimo di 1,5 mm, ma sempre meglio sovradimensionare. Ti consiglio di utilizzare cavi da 2,5 mm.

Per le prese elettriche sono indicati i cavi da 2,5 mm. Io li ho utilizzati da 4. Non eccedere nella realizzazione di spine all’interno del furgone, non ti servirà e collegare più utensili in serie su un unico cavo principale comporta alti rischi di incendio.

Per gli utilizzatori ad alto assorbimento (frigo, pompa dell’acqua e simili) cavi da 4 mm dovrebbero essere sufficienti, se vuoi esagerare usa quelli da 6 mm.

Illuminazione e cablaggio

La soluzione migliore per l’illuminazione è quella di usare i led. Sono a bassissimo consumo energetico e scaldano molto poco riducendo i rischi di incendio.

Puoi optare per delle strisce led con apposito binario e copertura o per dei faretti led. Io ho optato per antrambe le soluzioni: ho installato strisce led perimetrali e un faretto orientabile in corrispondenza del tavolo.

Una volta che hai disposto le luci il filo andrà fatto passare nelle canaline. Ti consiglio quelle in plastica bianche di sezione rettangolare o quadrata. Ne esistono sia adesive sia con vite. Le bande adesive non tengono, per cui, anche se usi queste, forale con il trapano e avvitale.

Posiziona le canaline e collega i fili elettrici.

Un altro suggerimento che voglio darti è quello di non fissare nulla al furgone, nemmeno lampade e canaline, ma utilizzare i mobili come supporto. Oltre a mantenerti nella piena legalità questo ti consente di evitare qualsiasi tipo di intervento sul veicolo, mantenendo una cellula sempre nuova e integra.

Così se vorrai sostituire del mobilio o montarlo su un altro mezzo, con tanto di luci e impianti avrai già tutto pronto e sarà questione di qualche minuto.

Il riscaldamento dell’aria per il tuo furgone camperizzato

Per non soffrire il freddo durante l’inverno – o in montagna, specialmente di sera – puoi predisporre nel tuo furgone camperizzato una stufa o un altro sistema di riscaldamento per van e camper.

Le soluzioni per il riscaldamento più utilizzate sono: stufa elettrica portatile, riscaldamento fisso a gasolio, riscaldamento fisso a gas, riscaldamento con pannello solare.

Stufa elettrica portatile

Scalda molto ma consuma tanto. È pericolosa. Soprattutto quelle a basso prezzo e in plastica sono a rischio incendio (esperienza provata in prima persona). Le nuove stufe elettriche sono più sicure, ma anche se scegli questa opzione non addormentarti e non lasciare la stufa in funzione se non puoi controllarla.

Riscaldamento fisso diesel

Utilizzano il carburante presente in una tanica apposita (o nel serbatoio del veicolo ma in tal caso si rende necessario dell’inserimento di un tubo all’interno dello stesso). Hanno un costo variabile dai 500 ai 900 euro (quelli di marca, mentre le versioni cinesi si trovano a circa 200 euro).

È importante che l’installazione sia eseguita da una persona competente.

Se vogliamo farlo in autonomia e siamo certi di esserne capaci seguiamo dettagliatamente le istruzioni, soprattutto le avvertenze sulla sicurezza.

Tra i più conosciuti Webasto, Eberspächer e Planar.

Nel nostro furgone, dopo aver utilizzato per mesi unicamente il pannello solare abbiamo deciso - su consiglio di un caro amico francese - di installare un riscaldatore disel. Più precisamente un riscaldatore diesel di produzione cinese, più noto come Cinebasto.

Scelta inaspettatamente valida. Nonostante non sia assolutamente un sostenitore delle energie non rinnovabili e tanto meno fan delle imitazioni cinesi, questo tipo di riscaldamento consente di ottenere moltissimo calore praticamente senza consumi né costi.

Se il mezzo è piccolo e ben coibentato in circa 20 minuti si ottiene una temperatura che consente di dormire al caldo tutta la notte. In zone con clima mite spendiamo in inverno circa 5 euro di carburante al mese, accendendolo tutte le sere. Provare per credere.

Riscaldamento fisso a gas

Per riscaldamento a gas si intende la stufa (le più usate nei camper e nei furgoni camperizzati sono le Truma).

L’installazione della stufa deve essere fatta da una persona competente. Ancor più che per i rischi connessi all’adduzione del gas, per il pericolo di eventuali perdite dagli scarichi. E il numero di vittime dovute al monossido di carbonio di questo tipo di stufe non si conta più.

Infatti, oltre ad essere necessarie delle griglie ad areazione, gli scarichi verso l’esterno del veicolo dei prodotti della combustione, tra cui il monossido di carbonio, devono essere assolutamente funzionanti e sigillati verso l’interno.

Oltre a dover rivolgerti ad un installatore competente e certificato munisciti di un rivelatore di gas tossici serio che ti avviserà - si spera - in caso di perdite.

Attenzione! alcuni utilizzano stufe a gas portatili alimentate con cartucce di butano. Evitate, le conseguenze possono essere tragiche! Come è sempre indicato dai produttori vanno usate solo all’esterno (es. in un prato o in barca) perché bruciano ossigeno, producono monossido di carbonio e non hanno tubi per lo scarico della combustione.

Riscaldamento a pannello solare

Ci avevi mai pensato? Puoi utilizzare un pannello solare anche su un furgone.

I pannelli solari non sono quelli di cui abbiamo parlato precedente trattando dei generatori di corrente: quelli sono i pannelli fotovoltaici.

Con pannelli solari si indicano comunemente i pannelli che riscaldano l’aria o l’acqua attraverso il sole.

Il principio che sta alla base dei pannelli solari è quello della serra.

Il pannello solare infatti altro non è che una serra rigida e piatta costituita da una scatola nera (in metallo, legno o altro materiale) con coperchio rigido trasparente in cui l’aria, o l’acqua, proveniente dall’esterno compie un percorso a spirale, a labirinto o di altro tipo, in modo che allungando il suo permanere all’interno del pannello si scalda.

I raggi solari vengono catturati dal nero ma non riescono a fuoriuscire perché trattenuti dalla copertura in plastica. Un pannello solare di 50 x 50 cm autocostruito d’estate permette di portare l’aria da temperatura ambente a temperature che superano i 70 gradi.

Con un singolo pannello solare di 1 metro per 50 cm si riscaldano baite e bungalow fino a 40 metri quadri.

Un furgone camperizzato medio ha una superficie di 8 metri quadri. Se consideriamo la superficie riscaldabile, quindi i metri cubi, il distacco da quella delle case aumenta ancora di più. Questo perché il furgone ha il tetto più basso del soffitto ed è occupato in gran parte dagli allestimenti.

Il pannello solare per il riscaldamento dell’aria è ecologico e non va a influire nemmeno sui consumi di energia elettrica della batteria, a parte che per una o due ventole che servono a incanalare l’aria che arriva dall’esterno verso l’interno dell’abitacolo.

I pannelli solari hanno lo svantaggio di costare tanto (anche 2000 euro) e ed è ancora difficile trovarne specifici per camper. È inoltre necessario che siano realizzati in materiale leggero e fissati con sicurezza al tetto del furgone, meglio ancora se ancorati ad una struttura rigida appositamente realizzata.

Per la costruzione del pannello solare artigianale che ho montato sul mio van mi sono avvalso dell’aiuto di un allestitore francese che ho avuto la fortuna di conoscere per caso mentre si trovava in vacanza a Torino

Utilizzare un pannello solare per l’aria calda non significa solo avere un riscaldamento che non inquina e a costo 0. Vuol dire anche avere più spazio sul furgone, più sicurezza e minor costo di realizzazione dell’allestimento, perché eviti di installare stufe fisse o portarne dietro di elettriche.

Qual’è il sistema di riscaldamento migliore

La soluzione che riteniamo migliore - e per cui abbiamo optato - è l’utilizzo di un pannello solare assieme ad un riscaldamento fisso diesel, da usare nei momenti in cui il solo pannello solare non risulti sufficiente.

L’impianto idraulico di un furgone camperizzato

Trattiamo ora la progettazione dell’impianto idraulico per furgone camperizzato.

Impianto idraulico di base

Per un impianto base sono sufficienti un lavandino con rubinetto - meglio se estraibile - e 2 taniche: una costituirà il serbatoio dell’acqua potabile, l’altra quello delle acque acque grigie).

Impianto idraulico completo

Un impianto idraulico completo prevederà anche l’acqua calda e quindi un doppio sistema di tubi, un miscelatore e possibilmente una doccia.

Acqua calda: come ottenerla

Per ottenere l’acqua calda le possibilità principali sono 4: riscaldatore d’acqua a elettricità, a gas, a gasolio e pannello solare per l’acqua calda.

Riscaldatore d’acqua a elettricità (scaldacqua o scaldabagno elettrico)

Se il dimensionamento del vostro impianto elettrico vi consente di utilizzarlo, uno scaldabagno elettrico è molto efficiente ed occupa poco spazio. Specialmente se ne scegliete uno da 10-15l. Alcuni sono predisposti per l’installazione sotto il lavello, sarà sufficiente accenderlo mezz’ora prima dell’utilizzo per scaldare l’acqua contenuta al suo interno.

Riscaldatore d’acqua a gas (boiler)

L’installazione di uno riscaldatore d’acqua a gas (boiler) richiede qualche accorgimento e deve essere eseguita da un professionista. Non solo per la decadenza della garanzia sul boiler stesso, ma anche e soprattutto perchè si tratta di impianti a gas che utilizzano grandi fiamme. Quindi pericolosi.

Riscaldatore d’acqua a gasolio

Come per il riscaldatore dell’aria, anche il riscaldatore d’acqua a gasolio richiede una certa manualità per l’installazione e la pedissequa osservazione delle indicazioni di sicurezza.

Pannello solare per acqua calda

Il pannello solare, la soluzione per cui abbiamo optato, è la più green ed economica che ci sia!

Le riserve di acqua

La vita on the road insegna ad essere parsimoniosi, specialmente con l’acqua, elemento più importante per l’autosufficienza in van. Al contempo però non possiamo riempire il furgone di taniche e bottiglie.

I camper, i furgoni camperizzati e le roulotte più accessoriate utilizzano serbatoi d’acqua in metallo (nei mezzi più vecchi) o in plastica installati nelle cassapanche del mezzo - con accesso sia interno che esterno e tappo per il carico esterno - o esternamente sotto il mezzo.

I serbatoi di acqua posti all’esterno hanno lo svantaggio di congelare quando la temperatura scende sotto lo zero. I serbatoi in metallo sono più pesanti e soggetti ad usura.

Nel nostro furgone abbiamo installato un serbatoio da 200 litri in metallo ricopendolo all’esterno con uno strato di bitumato per evitare che potesse essere intaccato dalla ruggine. Lo abbiamo fissato ad incastro dentro all’armadio principale creando un foro nella parete dell’armadio per il carico dell’acqua.

Per comodità abbiamo installato all’interno un indicatore meccanico del livello dell’acqua e lo abbiamo dotato di un tappo in superfice che ne rende facile il riempimento anche tramite taniche e bottiglie attraverso un imbuto collegato ad un tubo. Alternativamente puoi utilizzare una pompa sommersa collegata al 12V.

La nostra riserva d’acqua ci consente un’autonomia di quasi un mese facendo la doccia tutti i giorni: è chiaro che si tratta di docce che hanno il solo scopo di permetterci di lavarci e rinfrescarci, se stessimo sotto la doccia per rilassarci come facciamo a casa probabilmente l’acqua non durerebbe più di una settimana.

La pompa dell’acqua

Pompa dell’acqua: si può evitare?

Chi non dispone di impianto elettrico e chi vuole ridurre al massimo i consumi spesso ripone le taniche in alto rispetto al rubinetto in modo da utilizzare la pressione per far uscire l’acqua. Non è una buona idea: tenere delle taniche in alto anche se delle dimensioni di una bottiglia può arrecare danni a persone, animali e oggetti in caso di caduta. Se si tratta di serbatoi grandi sbilanciano l’epicentro del veicolo, compromettendone la stabilità durante la marcia.

Una soluzione alternativa è quella di utilizzare una pompa manuale. Ne esistono a mano e a pedale. Purtroppo però sono davvero scomode e si rompono facilmente. Se proprio vuoi optare per una pompa manuale acquistane una a pedale, funzionano meglio e ti consentono di avere le mani libere.

Pompa dell’acqua: quale scegliere?

Se come me hai scartato l’idea della pompa manuale e la possibilità di utilizzare la pressione per far scorrere l’acqua, rimangono le pompe dell’acqua elettriche.

Ne esistono di due tipi: a immersione e autoadescante.

Pompa dell’acqua autoadescante

La pompa autoadescante è pompa più utilizzata nei veicoli ricreazionali, specialmente su quelli datati. Posta all’esterno del serbatoio estrae l’acqua tramite aspirazione. Durano tanto ed è facile intervenire in caso di guasto, ma sono molto rumorose, specialmente quelle più vecchie.

Pompa dell’acqua a immersione

Le pompe sommerse hanno prestazioni migliori, sono silenziose, occupano meno spazio, perchè stanno all’interno del serbatoio. Generalmente hanno una durata inferiore di quelle autoadescanti.

Pompa dell’acqua autoadescante: come attutire il rumore?

Come per il compressore del frigo è possibile ridurre il rumore di una pompa dell’acqua autoadescante montandola su delle molle e un blocco di gommapiuma e costruendo intorno un alloggiamento il più possibile insonorizzato.

Si può sostituire una pompa autoadescante con una pompa ad immersione

Se il mio serbatoio è prodotto specificatamente per pompe autoadescanti posso sostituire la pompa con una ad immersione?

Quando il serbatoio ha il tubo della pompa posizionato in alto la sostituzione di una pompa autoadescante con una ad immersione è un operazione relativamente semplice. Basta che il serbatoio abbia un apertura tale da consentirne l’inserimento. Tipicamente bisognerà estrarre il tubo di quella autoadescante e far passare al suo posto quello della pompa ad immersione.

Le cose si fanno un po’ più complicate quando il serbatoio presenta la connessione al tubo della pompa autoadescante sul fondo. Il quel caso bisognerà procedere ad una modifica del serbatoio. Se di ferro dovremmo tagliare via la connessione e chiudere ermeticamente l’apertura. Procedendo a far passare il tubo della nuova pompa dall’alto. Se è di plastica l’unica soluzione è riempire la connessione di materiale plastico. Spesso si renderà necessario acquistare un nuovo serbatoio.

Impianto idraulico: il filtro

Per preservare al meglio la pompa dell’acqua e trattenere enventuali impurità che potrebbero oltrepassare la pompa puoi installare un filtro dell’acqua.

Serbatoio delle acque grigie

Il serbatoio delle acque grigie va installato in basso, in una zona di facile accesso e in modo che l’estrazione risulti semplice, per poter scaricare agevolmente.

Per ridurre al minimo la possibilità di perdite, semplificare il lavoro e risparmiare sul materiale dovrai metterlo più vicino possibile al lavandino, in modo che i tubi siano più corti.

Se conti di installare una doccia che andrà a scaricare in quel serbatoio dovrai rialzare la doccia o forare il pavimento del furgone per posizionare il serbatoio più in basso.

Anche in questo caso cerca di posizionare la doccia il più vicino possibile al serbatoio delle grigie e al lavandino.

Progettazione dei vani

Hai terminato gli impianti. Hai un letto, una cucina, un bagno e magari una doccia. Il tuo furgone camperizzato è pronto, ma può ancora migliorare.

Decichiamoci alla progettazione dei vani, cioè degli spazi dedicati allo stoccaggio.

I vani armadio del nostro van
I vani armadio del nostro van

L’armadio

Secondo molti un armadio dedicato al vestiario non è necessario in un furgone camperizzato. A mio avviso se contate di usare il mezzo per diversi mesi all’anno, un armadio che possa contenere la maggior quantità di vestiti possibili - ma anche coperte, effetti personali e strumenti per lavorare - è indispensabile. Lo è se volete piena autonomia e autosufficienza.

Sia che abbiate un mezzo grande sia per un mezzo compatto. Chiaramente nel caso di un mezzo come il Berlingo - senza nulla togliere a questo fantastico minivan - è una soluzione inattuabile.

Con una buona scorta di vestiti adatti alle varie occasioni il vostro furgone non avrà nulla da invidiare ad una casa.

Come gestire il bucato e l’acqua del risciacquo

Dopo anni e anni di campeggio nei modi più disparati abbiamo elaborato una nostra personale tecnica per il lavaggio e l’asciugatura dei panni.

Per avere sempre i vestiti puliti ed evitare di accumularne di sporchi abbiamo scelto di dedicare pochi minuti al giorno (circa 10) a fare il bucato. Tutti i giorni, senza eccezione.

Facendo la doccia tutti i giorni l’acqua è limpida. Per insaponare i vestiti - viste le limitate riserve di accqua di un van - utilizziamo l’acqua del risciacquo, gia insaponata, unita al sapone di marsiglia, completamente biodegradabile.

Per il risciacquo utilizziamo invece acqua pulita.

Per l’asciugatura stendiamo i vestiti (pochi: un paio di capi di biancheria intima al giorno, maglie e pantaloni ogni 2 giorni, asciugamani e lenzuola una volta alla settimana) tramite attaccapanni. Sul retro del furgone quando la coda del mezzo rimane occultata o all’interno del veicolo, se fa freddo davanti, lasciando i finestrini aperti, se non fa freddo dietro, aprendo la finestra del portellone scorrevole.

Lo smaltimento dell’acqua del lavaggio panni non costituisce un problema in quanto si tratta unicamente di acqua e sapone biodegradabile, senza sostante unte (a differenza dell’acqua utilizzata per lavare le stoviglie). Avendo due cani utiliziamo quest’acqua per sciacquare quando urinano in strada (atto tra l’altro obbligatorio in molti posti).

I cassetti

I cassetti sono davvero utili. La comodita di trovare i propri oggetti ordinati all’interno dei cassetti non ha prezzo. Spesso è più utile un piccolo cassetto ben organizzato che una grossa scatola.

Il portaspezie

Portaspezie, proprio così!

Quando ho installato il portaspezie di casa sul lato destro del mobile del furgone pensavo di aver avuto un idea originale e un po’ bizzara. Scorrendo le foto su Instagram e Pinterest, leggendo blog e forum di altri appassionati di van life ho visto che è un accessorio che montano tutti.

Avere ciò che usi quotidianamente a vista - vale per le spezie ma anche ad esempio per saponi, detersivi, spazzolini - ti fa risparmiare un sacco di tempo e fatica rispetto ad aprire ogni volta armadi, cassetti e cassapanche.

Portaoggetti

Come per il portaspezie, anche i portaoggetti, appesi ai mobili, ai sedili e agli altri punti di ancoraggio, sono molto utili, specialmente per lo stoccaggio degli oggetti più piccoli.

Scelta dei tessuti

Ti consiglio di scegliere dei colori chiari, che creino un buon contrasto con il mobilio e che incontrino i tuoi gusti.

Per le fodere del divano - o della dinette - è meglio un tessuto resistente non eccessivamente chiaro.

Se sei capace a cucire puoi occupartene personalmente. Se non hai mai cucito su internet troverai tantissimi progetti e tutorial. In alternativa puoi chiedere aiuto alla mamma, alla nonna o a qualche zia (o perchè no al papà, al nonno o allo zio, se sanno cucire).

Le fodere dei nostri cuscini
Le fodere dei nostri cuscini

Conclusioni

Siamo alla continua ricerca delle migliori soluzioni! Nel nostro van l’allestimento è sempre in evoluzione!

Inventiamo. Proviamo nuove soluzioni. Copiamo. Aggiungiamo. Rimuoviamo.

Per questo tutto ciò che stai leggendo verrà modificato più e più volte!

Quindi che dire? Torna a controllare!

Ci vediamo on the road!

Alex & Hila

Condividi su